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Verbale della
riunione del Gruppo di Udine di Insegnanti-Ricercatori del Programma Pilota
Borse di Ricerca per Insegnanti.
Il giorno 11 aprile
2001 (convocazione del 30.03.2001) alle ore 15.00 presso l'aula 32 dell'Università
degli Studi di Udine si è riunito il Gruppo di Udine di Insegnanti-Ricercatori
del Programma Pilota Borse di Ricerca per Insegnanti per discutere il
seguente o.d.g.:
1. convegno della Val d'Aosta;
2. comunicazioni;
3. discussione dei progetti non ancora discussi, con il seguente ordine:
Novel, Dovier, Petrossi, Corradini, Filipponi, Burba, Li Pomi;
4. saluti e auguri.
Sono presenti i seguenti
vincitori delle Borse di Ricerca: prof.ssa C. Barisan, prof. G. Pilat,
proff.sse D. Sechi, D. Novel, G. Dovier, proff. I. Sciarratta e S. Corradini,
proff.sse A. Filipponi e G. Burba. Sono inoltre presenti i seguenti membri
del Comitato Tecnico Scientifico: dott. Benciolini, prof. Bonfanti, prof.
Fava, dott. Francescato, prof.ssa Iannis, dott. Mirolo. Assiste alla riunione
il prof. Gobbo che partecipa alla realizzazione del progetto dell'ambito
5.
Presiede la riunione
il prof. Bonfanti. La dott.ssa Moschetta funge da segretaria verbalizzante.
Il prof. Bonfanti
spiega di aver ricevuto il mail della prof.ssa Michelini con cui invitava
gli Insegnanti-Ricercatori interessati a predisporre un articolo e un
contributo, con il sostegno del Comitato Tecnico-Scientifico, per un Convegno
a Saint Vincent, che verterà sullo sviluppo della professionalità
docente visto soprattutto alla luce della ricerca didattica come occasione
di formazione. In risposta al messaggio la prof.ssa Dovier aveva proposto
di presentare un lavoro collettivo sull'esperienza in corso. Propone di
rinviare la discussione di questo punto alla presenza della prof.ssa Michelini
e di procedere alla discussione dei progetti secondo l'ordine stabilito,
rinviando all'incontro successivo la discussione dei progetti dei proff.
Petrossi e Li Pomi in quanto assenti. La discussione del progetto dell'ambito
13, dal titolo "Educazione al pensiero complesso attraverso la Kinderphilosophie
in una comunità di ricerca (classi quinta elementare e prima media)",
viene rinviato alla prossima riunione dal momento che la prof.ssa Filipponi
deve lasciare la riunione alle ore 17.30 e non è presente la prof.ssa
Michelini, esperta dell'ambito, che ha condotto alcune attività
all'interno della classe.
Viene discusso il
progetto dell'ambito 5, dal titolo "La natura cellulare della vita".
L'insegnante-ricercatore che lo svolge, prof.ssa Novel, spiega che lei
e gli altri due insegnanti, di tre scuole diverse, coinvolti nel progetto
hanno quasi concluso l'attività in classe, che prevedeva l'addestramento
degli studenti all'uso delle mappe concettuali, l'impiego del laboratorio
multimediale e di biologia. Manca la somministrazione delle verifiche
finali che è stata posticipata al fine di verificare l'apprendimento
a medio e a lungo termine. L'obiettivo del progetto è quello di
migliorare l'apprendimento dei ragazzi sul concetto di cellula. Non è
prevista la realizzazione di un prodotto da parte degli studenti, ma l'ideazione
di un percorso per stimolare gli studenti e migliorare il loro apprendimento.
Il progetto ha un aspetto multimediale, ovvero la produzione da parte
degli insegnanti di un CD-Rom che contiene l'impostazione delle trattazioni
teoriche e serve a garantire una presentazione di base comune del modulo.
Il CD è stato arricchito in itinere e assicura la trasferibilità
del percorso ad altri insegnanti di Scienze. Richiede la collaborazione
della prof.ssa Michelini nell'individuare gli indici qualitativi nel suo
progetto. Il prof. Bonfanti teme che l'individuazione di tali indici a
posteriori comporti il pericolo di adattarli ai risultati ottenuti. Suggerisce
di modificare il CD-Rom per renderlo uno strumento aperto e interattivo
in cui riversare esperienze e valutazioni degli insegnanti che lo utilizzano.
Secondo il prof. Fava questo richiede la progettazione di un sito internet.
Viene discusso il
progetto dell'ambito 6, dal titolo "A.R.E.A.- Area di approfondimento
e recupero inserita in itinerari di educazione ambientale". La prof.ssa
Dovier illustra gli obiettivi del progetto che sono:
- l'approfondimento delle conoscenze e lo sviluppo della progettualità
in ragazzi di 5^ superiore;
- il recupero cognitivo e dell'interesse negli allievi che presentano
difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi minimi;
- la ricerca di nuove metodologie nel raggiungimento di obiettivi nell'area
disciplinare della chimica, utilizzando percorsi di educazione ambientale.
La proposta prevede l'utilizzo di percorsi differenziati all'interno di
una classe, volti da un lato a potenziare e sviluppare le capacità
degli allievi che raggiungono più facilmente gli obiettivi minimi,
dall'altra a creare opportunità di interesse e recupero negli studenti
con maggiori difficoltà di apprendimento. I contenuti della sperimentazione
hanno carattere di trasversalità. Sono stati trattati argomenti
già svolti in modo che la classe possedesse i prerequisiti su cui
testare la metodologia proposta. Come strumenti di documentazione e valutazione
sono stati utilizzati i dossier dell'area di progetto adottati negli anni
precedenti, gli indicatori dell'area di progetto e i test di apprendimento.
La valutazione finale si basa su:
- i dati raccolti durante lo svolgimento del progetto A.R.E.A;
- lo scrutinio finale, per verificare i risultati del progetto;
- l'esame di Stato.
Per quanto riguarda lo stato di avanzamento, afferma che i dati di valutazione
del processo e apprendimento degli allievi sono stati elaborati quasi
definitivamente per il primo periodo. Inoltre si sta definendo il campo
scuola finale. Sono stati prodotti il percorso didattico svolto, la documentazione
della valutazione del processo e dell'apprendimento, le lezioni, le relazioni
e gli schemi di sintesi elaborati dagli studenti. La suddivisione della
classe in più sottogruppi di recupero e la suddivisione dei tempi
progettuali in più fasi hanno permesso di differenziare gli argomenti
oggetto di tale attività e di ricalibrare in itinere le attività.
Circa i punti di debolezza del progetto, ritiene che la scelta di una
classe che presentava problemi nel lavorare in gruppo abbia dilatato i
tempi. Inoltre l'assegnazione di un tutor per gruppo ha ridotto la partecipazione
al progetto di alcuni colleghi del consiglio di classe. Sono emersi problemi
circa il raccordo tra le attività svolte nei vari gruppi di lavoro
ed il raccordo fra i tutor. I tempi di svolgimento del primo periodo non
sono stati in sintonia con quelli della programmazione BRI, quindi è
stato difficile redigere il rapporto intermedio. Le ricadute del lavoro
svolto consistono nella validità di applicare concetti a carattere
trasversale e nella predisposizione di una scheda individuale del singolo
studente, giudicata come modello per la presentazione dei candidati all'esame
di stato.
Gli aspetti significativi riguardano:
- la formazione al lavoro di gruppo, in modo da introdurlo fin dalla classe
prima;
- la programmazione delle attività;
- la trasferibilità del progetto.
L'individuazione della metodologia preferibile avviene in base alla somministrazione
di questionari, con indicatori standard. Il prof. Bonfanti precisa che
non è stato svolto un confronto con altre classi ma solo internamente
alla classe e in momenti diversi. Evidenzia l'aspetto interessante del
progetto che riguarda la trasferibilità, con la predisposizione
di attività di recupero finalizzate alla progettazione di un campo
scuola, che può essere svolto anche da altre classi. La prof.ssa
Dovier afferma che le materie coinvolte sono chimica, italiano ed inglese.
Nelle altre discipline il recupero viene effettuato attraverso attività
di sportello. Al fine di raggiungere e valutare il potenziamento della
progettualità degli studenti è stato chiesto loro di predisporre
le lezioni ed il materiale necessari per la realizzazione del campo scuola.
E' previsto l'impiego di griglie di valutazione intermedie.
Viene discusso il
progetto dell'ambito 12, dal titolo "Dall'esperienza di laboratorio
e dall'educazione informale alla formalizzazione delle conoscenze: il
ruolo del report scritto e orale". Il prof. Corradini illustra il
progetto che viene realizzato in un classe terza media di un istituto
comprensivo. Il progetto si articola nelle seguenti fasi:
- la prima fase riguarda i circuiti logici e si è conclusa a Natale
con la realizzazione di un CD-Rom contenente le presentazioni realizzate
in Power Point;
- la seconda fase riguarda l'utilizzo del foglio elettronico, necessario
per introdurre in modo semplice il concetto di database. Anche questa
fase è stata terminata;
- la terza fase riguarda il database, ed è appena iniziata.
Spiega che il lavoro è sempre stato svolto in gruppo e che tutte
le lezioni sono state registrate con un protocollo di lezione, riportando
le attività svolte, i contenuti, il metodo, le difficoltà
incontrate. Si è registrato il feedback fornito dagli studenti
al termine di ogni lezione, chiedendo le loro riflessioni sul lavoro svolto
e l'indicazione delle parti considerate più interessanti. Chiarisce
che l'obiettivo della ricerca è quello di investigare l'influenza
delle strutture linguistiche della scienza e della tecnologia nell'esposizione
orale, il ruolo del report scritto in forma di foglio elettronico. L'utilizzo
del software Power Point ha mostrato la difficoltà degli studenti
nello strutturare sequenze di diapositive. La costruzione di collegamenti
ipertestuali ha permesso il passaggio da una organizzazione delle conoscenza
di tipo gerarchico ad una di tipo associativo. Circa la possibilità
che la logica formale venga percepita come inutile posta dal prof. Fava,
il prof. Corradini ritiene che questo sia vero nel caso in cui non venga
prima introdotta l'algebra di Boole.
Alle ore 17.10 il prof. Bonfanti deve lasciare la riunione e affida al
prof. Fava il compito di presiederla.
Il prof. Corradini spiega come il fatto di aver informato la classe della
partecipazione a questo progetto abbia costituito un grande incentivo
per i ragazzi, che hanno realizzato 13 diapositive sulla Ricerca-Azione.
Il prof. Fava sottolinea la difficoltà di completare una ricerca
nell'arco di sei mesi. Non condivide la decisione di avviare l'esperienza
del prossimo anno prima della conclusione di questo Programma Pilota e
senza garanzia di continuità. Si augura che questa attività
possa proseguire nell'ambito del CIRD al fine di completare le ricerche
avviate. Il prof. Corradini condivide quanto detto. Solo adesso familiarizza
con gli altri ricercatori e con la metodologia della ricerca. Il prof.
Pilat chiede di illustrare il ruolo dell'insegnante di italiano all'interno
del progetto. Il prof. Corradini spiega che l'insegnante aiuta i ragazzi
nella stesura delle relazioni, controlla il linguaggio e la sua precisione.
Viene discusso il
progetto dell'ambito 14, dal titolo "Un percorso di orientamento
formativo in ambito giuridico-economico fra "I Promessi Sposi"
e Internet". La prof.ssa Burba spiega che il progetto riguarda l'orientamento
disciplinare ed è destinato ad una classe 2^ del corso sperimentale
ERICA dove viene previsto l'esaurimento delle discipline economiche nel
biennio. Il progetto intende far emergere precocemente propensioni per
le materie economiche. Gli approcci utilizzati sono prevalentemente di
orientamento narrativo. Il progetto di orientamento prevede l'individuazione
dei nodi epistemici della disciplina attraverso l'analisi dei seguenti
concetti:
- l'evoluzione dello Stato moderno;
- il sistema capitalistico;
- le politiche economiche;
- le leggi del mercato.
Per monitorare e valutare il processo è stata individuata una classe
di controllo. Spiega come questa individuazione sia stata problematica,
dal momento che la scuola è piccola e non esistono classi parallele.
E' stata scelta una classe seconda IGEA per la presenza di aspetti comuni
nella provenienza socio-economica degli allievi, nel programma e nell'insegnante
di economia e nel corso di studio nel biennio.
La selezione di ingresso ha evidenziato differenze fra le due classi riguardo
le propensioni e le discipline preferite. Gli strumenti di valutazione
comparativa consistono in:
- questionario di interessi iniziale;
- domande stimolo sulla conoscenza di sé;
- questionario intermedio sulle propensioni giuridico-economiche;
- questionario conclusivo;
- griglie di osservazione del lavoro di gruppo;
- interviste;
- verifiche scritte ed orali.
I risultati ottenuti evidenziano la scarsa conoscenza dei profili professionali,
l'esportabilità del progetto per quanto riguarda i profili professionali
e l'interesse suscitato negli studenti nei confronti del viaggio alla
scoperta di sé e del contatto diretto con il mondo del lavoro.
I problemi incontrati riguardano la difficoltà di gestire il progetto
in due ore settimanali e la solitudine dell'insegnante. La prof.ssa Iannis
ritiene che il progetto sia troppo articolato per essere una ricerca e
per poterlo conciliare con i tempi della scuola. Propone di indagare sulle
seguenti questioni:
- capire se sia possibile fare orientamento, cogliere i nodi fondamentali
delle discipline;
- stabilire quale dei tre strumenti utilizzati dall'insegnante risuoni
maggiormente.
Sottolinea come un risultato del progetto non previsto sia costituito
dal fatto che l'approccio di diritto-economia, condotto dalla stessa insegnante,
non sia risultato vincente. La prof.ssa Burba precisa che gli studenti
del corso ERICA hanno mostrato una netta preferenza per il diritto, rispetto
all'economia, mentre quelli del corso IGEA si sono mostrati più
equilibrati nelle propensioni fra le due materie. Lo stesso andamento
è stato riscontrato in una classe prima. Gli iscritti al corso
ERICA sono prevalentemente ragazze le quali prediligono il diritto, a
differenza dei ragazzi che preferiscono l'economia. Circa la possibilità
di realizzare il progetto all'interno dell'area di progetto posta dalla
prof.ssa Dovier, la prof.ssa Burba puntualizza che la ricerca coinvolge
solo le materie di italiano, storia e matematica e non ha carattere interdisciplinare.
La prof.ssa Dovier propone di testare le propensioni dei ragazzi in più
materie, come strumento di aiuto nell'orientamento alla specializzazione.
Suggerisce di verificare il fattore affettività quale elemento
base nella scelta. Il prof. Fava propone di richiedere la collaborazione
di esperti nella predisposizione di questionari e cita, quale esperta
in questo settore, la dott.ssa Codilia, della Facoltà di Scienze
della Formazione. Ritiene interessante determinare se la correlazione
fra caratteristiche di personalità e propensioni sia una particolarità
della classe considerata oppure sia un aspetto generale delle classi di
quell'indirizzo. La prof.ssa Burba precisa di aver fatto riferimento solamente
al testo di Petter che distingue gli adolescenti fra quelli a maturazione
lunga che arrivano a porsi interrogativi esistenziali e quelli che esperiscono
precocemente le scelte pratiche ma non arrivano mai ad una maturazione
complessa. L'ipertesto impiegato è costruito con Word ed ha il
vantaggio di offrire molti riferimenti e links. Contiene anche dei test
di verifica, simili ma non uguali a quelli somministrati agli studenti
in classe. In alcuni casi le attività sono state svolte nel laboratorio
di informatica. Ad ogni studente è stata fornita una copia personale
dell'ipertesto su dischetto per consentirne l'utilizzo a casa.
Il prof. Fava rivolge
gli auguri a tutti i presenti.
La riunione termina alle ore 18.40
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