Verbale della riunione del Gruppo di Udine di Insegnanti-Ricercatori del Programma Pilota Borse di Ricerca per Insegnanti.

Il giorno 7 maggio 2001 (convocazione del 23.04.2001) alle ore 15.30 presso l'aula 23 dell'Università degli Studi di Udine si è riunito il Gruppo di Udine di Insegnanti-Ricercatori del Programma Pilota Borse di Ricerca per Insegnanti per discutere il seguente o.d.g.:
0. informazioni;
1. discussione del lavoro in corso in merito ai progetti non ancora illustrati (Barisan, Petrossi, Filipponi, Li Pomi);
2. temi di discussione in rete;
3. partecipazione al Convegno in Valle d'Aosta;
4. caratteristiche e date dei futuri incontri in seduta comune;
5. varie.

Sono presenti i seguenti vincitori delle Borse di Ricerca: prof.ssa C. Barisan, proff. G. Pilat e L. Gregoris, proff.sse D. Novel, G. Dovier e D. Condolo, prof. S. Corradini, proff.sse A. Filipponi e G. Burba. Sono inoltre presenti i seguenti membri del Comitato Tecnico Scientifico: proff. Anoè, Bonfanti e Fava, dott. Francescato, proff.sse Iannis, Moretti e Schiavi Fachin.

Presiede la riunione la prof.ssa Michelini. La dott.ssa Moschetta funge da segretaria verbalizzante.

La prof.ssa Michelini si scusa per non aver potuto essere presente alla riunione precedente dell'11 aprile in quanto impegnata in una riunione a livello regionale.

0. Visto che alcuni ricercatori auspicano, per il futuro, una continuità dell'esperienza in corso, chiede se qualcuno desidera precisare meglio tale intenzione oppure intenda proporre un progetto comune. Esprime soddisfazione per la prospettiva che la comunità di ricerca BRI si candidi per una prosecuzione del progetto di ricerca: rappresenterebbe un esito rilevante del progetto di ricerca. Entro maggio in regione saranno bandite le nuove borse di ricerca, in un numero compreso fra 5 e 10, borse che rappresentano la continuità dell'esperienza gestita dall'IRRSAE. E' ancora in discussione il ruolo che potrebbero svolgere coloro che hanno partecipato al programma pilota BRI, i quali potrebbero fungere da tutors nella conduzione dell'attività. Comunica che il prof. Frabboni intende organizzare un convegno a Bologna relativo alle borse di ricerca BRI e che alcuni insegnanti-ricercatori della sede di Bologna hanno espresso l'intenzione di mettersi in contatto con i colleghi di Udine, impegnati in ricerche sugli stessi temi. Invita gli insegnanti-ricercatori a predisporre un contributo per il convegno internazionale, che si svolgerà a settembre, sui processi di formalizzazione e a comunicare il loro interesse per un incontro con tali esperti. Cede la parola al Comitato di valutazione interno per illustrare la modalità di monitoraggio del progetto. La prof.ssa Moretti precisa che i due questionari di percezione, rivolti agli esperti e ai ricercatori, considerano i seguenti ambiti:
· gli aspetti organizzativi,
· il rapporto tra i docenti all'interno del gruppo di riferimento,
· il rapporto del docente con l'esperto,
· il vissuto,
· le aspettative in fase iniziale.
I questionari sono nominativi per consentire un confronto parallelo fra docente-esperto. Alcuni items sono uguali per ricercatori ed esperti, mentre altri riguardano aspetti specifici dei due ruoli. La prof.ssa Michelini comunica che la somministrazione dei questionari verrà effettuata in forma assistita. Lei si occuperà della somministrazione agli esperti, la prof.ssa Iannis della somministrazione ai ricercatori di Udine e Palmanova, la prof.ssa Moretti ai ricercatori della provincia di Treviso e la dott.ssa Moschetta a quelli della provincia di Pordenone. Informa che il CD-Rom predisposto dalla prof.ssa Meneghetti è disponibile in rete e che tre classi lo stanno utilizzando per preparare l'esame di terza media. Il prof. Corradini ha messo a disposizione una presentazione realizzata dalla sua classe sul Brain-storming. Invita i ricercatori a visionare questo e altro materiale che si trova nel sito dedicato al progetto BRI. Il Cede ha creato un sito dedicato alle borse di ricerca contenente materiali prodotti dalle quattro sedi del programma pilota BRI.

2. Si rammarica per la diminuzione di interventi in forum, registrata ultimamente. Invita i ricercatori ad avviare una discussione sui temi segnalati nella convocazione della riunione e sulle osservazioni contenute nella relazione del Comitato di valutazione del Cede, inviata in copia ai borsisti. Al fine di approfondire alcuni aspetti, utili per eventuali esperienze future, chiede agli insegnanti-ricercatori di esprimere il contributo alla formazione professionale dell'insegnante dato dall'esperienza in corso e di inviare suggerimenti critici per la gestione delle nuove borse di ricerca.

4. Propone di effettuare almeno un'altra riunione del gruppo di ricercatori nel mese di giugno. Nel momento in cui si è conclusa l'attività di ricerca nelle classi è importante discutere:
- le caratteristiche generali di ciascuna ricerca;
- le caratteristiche dell'interazione fra ricercatori;
- il vissuto dei ricercatori: l'esperienza e la sua dinamica, prospettive, esigenze e suggerimenti.
Si decide di svolgere una sola riunione il giorno 18.06 alle ore 15.30. Entro tale data devono essere concluse le attività di ricerca e di documentazione dei materiali. Verranno discusse le riflessioni emerse dalle discussioni svolte in forum, attraverso l'interazione con gli esperti e via mail. Nel corso dell'incontro si discuteranno i seguenti aspetti:
· apporto eventuale per il Convegno della Valle d'Aosta;
· problematiche aperte sull'esperienza in corso;
· riflessione sul vissuto, sugli aspetti problematici e sulle indicazioni per la prossima esperienza;
· caratteristiche del report finale.
Nel caso non venga attivata la discussione in forum sulle tematiche segnalate, si renderà necessario lo svolgimento di un'ulteriore riunione.

3. Evidenzia l'importanza del Convegno che si terrà in Valle d'Aosta ed invita la prof.ssa Dovier a illustrare la sua proposta. Per la prof.ssa Dovier il progetto BRI consiste in un'esperienza unica che si suddivide in sottoprogetti con linee comuni. L'intervento da presentare al convegno dovrebbe evidenziare le caratteristiche e gli aspetti generali del progetto della sede di Udine e dovrebbe contenere reports brevi su alcune singole esperienze, esempio dell'attività svolta. La prof.ssa Michelini chiede la disponibilità di alcuni ricercatori a predisporre un intervento basato sull'analisi delle riflessioni espresse in forum da tutti i ricercatori sulle seguenti problematiche:
· il vissuto: quale esperienza per l'insegnante;
· dimensioni e caratteristiche della ricerca;
· tutoring: ruolo e rapporto con l'esperto e con il responsabile scientifico della ricerca.
L'articolo deve prevedere anche la dimensione degli esperti. Chiede pertanto il loro contributo per analizzare il ruolo, le aspettative, i limiti e le prospettive della figura dell'esperto. La prof.ssa Burba chiede di inserire in forum il materiale, in parte già sviluppato per la stesura del rapporto intermedio, in modo da attivare la discussione con i colleghi. La prof.ssa Moretti propone di riflettere su quanto la partecipazione di un insegnante alla borsa di ricerca sia stata vissuta come una risorsa all'interno della scuola. Il prof. Anoè suggerisce di considerare la ricaduta organizzativa all'interno della scuola. Le proff.sse Burba e Dovier si dicono disponibili a partecipare alla stesura dell'intervento. La prof.ssa Iannis sottolinea l'importanza di far emergere le esperienze più significative sotto l'aspetto del passaggio dal progetto alla ricerca didattica ed esprime apprezzamento per i progetti presentati dal prof. Gregoris e dalla prof.ssa Filipponi. Il prof. Greogoris dichiara di non poter partecipare al progetto perché impegnato a settembre in un convegno sul ruolo della musica nella didattica. In futuro intende estendere il ruolo della musica all'interno della letteratura, grazie alla collaborazione con l'Università di Trieste. La prof.ssa Schiavi Fachin pone il problema del ruolo degli insegnanti: se questi devono disseminare professionalità oppure elevare la loro qualità con l'aggiornamento in servizio. La prof.ssa Filipponi dichiara la propria disponibilità. Fra gli esperti, esprimono la disponibilità a collaborare il prof. Bonfanti, le proff.sse Iannis, Moretti, Schiavi Fachin e Michelini.

1. Si procede alla discussione del progetto dell'ambito 1, dal titolo "Voce e corpo: per una nuova vocalità". L'insegnante-ricercatore che lo svolge, prof.ssa Barisan, spiega che l'obiettivo della ricerca consiste nel migliorare la funzione vocale nei bambini attraverso il metodo Rohmert. La ricerca è suddivisa nelle seguenti fasi:
· registrazione del livello iniziale;
· intervento didattico;
· registrazione finale di quanto avvenuto.
La classe sperimentale è composta da 8 bambini. Un'altra classe di 8 bambini studia musica con il metodo tradizionale e costituisce il gruppo di controllo. L'intervento didattico prevede la somministrazione di stimolazioni motorie e un intervento sulla percezione. Tutte le lezioni sono state registrate. L'intervento collettivo, previsto inizialmente, non è risultato molto utile ed è stato sostituito da quello individuale. Esprime dubbi circa la trasferibilità del progetto in quanto le sollecitazioni da somministrare per migliorare la vocalità sono individuali. La prof.ssa Schiavi Fachin chiede quale sia stata la reazione dei bambini di fronte alla tecnologia e se questa abbia influito sui dati. Il dott. Francescato precisa di aver adottato una registrazione il più naturale possibile. Evidenzia il fatto che la ricerca possiede un obiettivo sociale vista l'importanza dell'uso della voce nella comunicazione. Circa la mancanza di attività di gruppo rilevata dalla prof.ssa Schiavi Fachin, il dott. Francescato sostiene la necessità dell'intervento individuale in quanto ciascuno ha bisogno di uno specifico stimolo e per la mancanza dell'aspetto della percezione nell'intervento collettivo. Il prof. Anoè sottolinea l'importanza di individuare le condizioni organizzative e pedagogiche, all'interno della scuola, per poter realizzare questo intervento. La prof.ssa Burba chiede se sia prevista l'analisi dell'emissione vocale durante la lettura. La prof.ssa Barisan spiega che la vocalità rappresenta una funzione superiore rispetto al parlato e che, per migliorare questo, bisogna intervenire sulla funzione superiore. La prof.ssa Schiavi Fachin vede questa ricerca come l'inizio di un cammino volto a sviluppare alcuni obiettivi tra cui l'educazione all'ascolto.

Si passa alla discussione del progetto dell'ambito11, dal titolo "Fisica e multimedialità -> attivi". Il prof. Petrossi spiega che la ricerca è di tipo esplorativo. Il problema di partenza è rappresentato dalla possibilità di impiegare i videoclip per comunicare concetti di fisica. Intende verificare se, considerando i termini delle espressioni della fisica come personaggi, sia possibile costruire delle storie intorno a questi. Il progetto coinvolge pertanto anche il processo di semantizzazione. Il prof. Petrossi illustra le fasi della costruzione di un videoclip, che prevedono:
- creazione di una situazione provocatoria;
- impiego del laboratorio di fisica, per riprodurre il fenomeno e arrivare ad una modellizzazione;
- fase di "svelamento" del meccanismo fisico della storia;
- finale aperto e impiego del linguaggio filmico.
Ritiene che il limite del progetto sia costituito dalla natura del videoclip che permette una comunicazione uno a molti senza favorire l'interattività. Per questo motivo il videoclip deve essere realizzato prevedendo collegamenti e l'utilizzo dei dati di laboratorio forniti. La ricerca intende esplorare la possibilità di impiegare il linguaggio dei videoclip per comunicare concetti scientifici, la possibilità che gli studenti progettino i videoclip e la trasferibilità del progetto. La prof. Schiavi Fachin suggerisce la lettura del testo "La terza fase" di R. Simone il quale offre delle riflessioni sull'influsso delle nuove tecnologie. Secondo la prof.ssa Michelini la ricerca non è molto focalizzata sulla ricerca dell'insegnante nella pratica didattica. All'invito a sottolineare ed a riflettere su questa dimensione, il prof. Petrossi risponde che lo farà in una prossima borsa di ricerca. La prof.ssa Burba chiede di indicare l'obiettivo principale della ricerca e la modalità impiegata per verificare il miglioramento nell'apprendimento della fisica. Il prof. Petrossi afferma di utilizzare il sistema di formazione a distanza Blackboard. Attraverso la discussione e l'impiego di tecniche metaforiche, analizza gli atteggiamenti degli studenti nei confronti della fisica, del computer e dei videoclip. Al termine del progetto prevede di verificare i cambiamenti negli atteggiamenti degli studenti, lo sviluppo di capacità comunicative in ambiente multimediale e la comprensione dei concetti affrontati. La prof.ssa Michelini suggerisce di monitorare le conoscenze di fisica già possedute dagli studenti e quelle che sono state riviste per poter costruire i videoclip e di effettuare un confronto con gli studenti che non hanno impiegato tale strumento. Propone di investigare le peculiarità legate alla comprensione di concetti di fisica.

Si passa alla discussione del progetto dell'ambito 13, dal titolo "Educazione al pensiero complesso attraverso la Kinderphilosophie in una comunità di ricerca (classi quinta elementare e prima media)". L'insegnante-ricercatore che lo svolge, prof.ssa Filipponi, sottolinea come la Kinderphilosophie cerchi di stimolare domande autentiche nei bambini. L'obiettivo è la costruzione di un procedimento critico attraverso un procedimento di ricerca fondato sul dialogo. Le attività svolte prevedono:
- lettura del testo selezionato;
- sottolineatura individuale delle parti più significative;
- stesura alla lavagna di un'agenda contenente quanto sottolineato;
- formulazione di domande sui punti significativi dell'agenda;
- somministrazione alla classe delle domande per attivare il dialogo.
L'insegnante svolge il ruolo di coordinatore esterno. I suoi interventi sono più numerosi nella fase iniziale della discussione e diventano meno frequenti con il procedere della discussione. Presenta le parti significative evidenziate dopo la lettura di un brano tratto dal testo di Nagel "Il significato della vita" e sottolinea che queste riguardano i nuclei concettuali e non narrativi del brano. Il prof. Anoè non condivide la decisione di discutere su questi temi in età adolescente dove non vi sono le condizioni per collocare tali problemi. Ritiene che il fatto di far emergere sfere personali richieda la possibilità di poterle orientare. La prof.ssa Filipponi precisa che questo metodo non potenzia la sensibilità dei bambini, ma le capacità critiche e argomentative e può essere trasferito a altri temi e materie. La prof.ssa Michelini precisa il significato della domanda del prof. Anoè, che chiede se l'avvio di una discussione su tematiche quali la vita e la morte crei nei bambini una situazione di crisi. Secondo la prof.ssa Filipponi avere spazio comunicativo su questi temi è liberatorio per i bambini. La prof.ssa Moretti pone il problema di calibrare il tipo di intervento all'interno del Consiglio di classe e con riferimento all'economia del tempo dell'insegnante. La prof.ssa Filipponi illustra quindi gli obiettivi della ricerca che sono:
· ricerca di una uniformità in senso verticale dell'approccio didattico dell'insegnante;
· superamento dello schema dell'interazione fissa tra insegnante ed allievo;
· potenziamento dello spazio dell'interazione dialogica tra gli alunni;
· dialogo come costruzione di esperienza del pensiero;
· recupero del pensiero intermittente e delle sue potenzialità.
Il progetto si pone il problema della mancanza di spazio per le domande degli alunni e la loro conseguente passività intellettiva ed argomentativa che condiziona in modo negativo la loro partecipazione al processo di orientamento. La ricerca prevede un gruppo campione e l'impiego dei seguenti strumenti di monitoraggio:
- rappresentazione grafica della discussione;
- questionario sull'orientamento;
- intervista rogersiana;
- lettura di alcuni brani del prof. De Bernardi.
Grazie all'intervento della prof.ssa Michelini è stata condotta una discussione anche su temi di fisica. Al termine alcuni studenti hanno scritto spontaneamente un tema sulla fisica. La prof.ssa Iannis consiglia di selezionare alcuni obiettivi prioritari.

Si passa alla discussione del progetto dell'ambito 15, dal titolo "Orientamento scolastico-professionale". Visto che molti ricercatori non possono fermarsi ancora a lungo, si decide di dare una breve presentazione del progetto, riservando una successiva riunione al tema dell'orientamento. Il prof. Li Pomi spiega di aver apprezzato l'utilizzo del documento "Lo specchio" per comprendere il significato della ricerca didattica all'interno di un percorso di orientamento. L'interrogativo di partenza del progetto è stato la correlazione tra la scelta universitaria e il tirocinio, la riflessione su come costruire un progetto per modificare lo stage in funzione dei nuovi obiettivi stabiliti dal POF. Il progetto ha affrontato la questione della dissonanza cognitiva delle informazioni e della ricostruzione della propria autobiografia per favorire l'orientamento. La ricerca e la rielaborazione di informazioni ha evidenziato la mancanza di un atteggiamento proattivo dei ragazzi nei confronti della ricerca. La ricostruzione autobiografica mirava all'allargamento del concetto di sé che interviene nella scelta. Le attività proposte sono state svolte inizialmente in piccoli gruppi, poi individualmente. Sono stati utilizzati questionari e test per avviare un dialogo sulle rappresentazioni che si volevano costruire. Per la costruzione di alcuni test si è avvalso delle schede fornite dal Ministero sulle 42 classi di laurea proposte dalla riforma universitaria. Ha predisposto un questionario che facesse emergere i seguenti elementi:
- interesse didattico;
- autoefficacia didattica;
- interesse per l'ambito professionale;
- probabilità di riuscita in ambito professionale;
- coerenza di comportamenti a proposito di quattro costrutti di tipo psicologico.
Il questionario, in forma multimediale, è stato somministrato finora in 8 classi. La prof.ssa Michelini suggerisce di rendere il questionario ipertestuale perché non risulti una guida all'orientamento, essendo molto dettagliato. La prof.ssa Michelini suggerisce di approfondire la dimensione della ricerca nella pratica. Per la prof.ssa Iannis la validazione del progetto tende a sovrapporsi alla dimensione di ricerca. Chiede di indicare l'obiettivo della ricerca e suggerisce di indagare sul problema dell'informazione. Il prof. Li Pomi precisa che l'obiettivo consiste nel determinare, fra le diverse metodologie, quella più efficace nell'ambito dell'orientamento. Il prof. Petrossi ricorda l'esistenza di metodi di valutazione per misurare il cambiamento degli atteggiamenti in modo quantitativo.

La riunione termina alle ore 20.00.