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1. Il Tempo

Tutti noi crediamo di sapere cosa sia il tempo. Facciamo uso di calendari, orologi, orari ferroviari ecc. Il tempo, nel suo fluire costante, governa la nostra vita sociale. Regola gli impegni, scandisce le pause. Programmiamo tempo lavorativo e tempo libero. Il trascorrere del tempo viene accettato come qualcosa di naturale, ma talvolta ci angoscia. Tutto ciò si è depositato nella cultura popolare, sotto forma di proverbi: "Ogni cosa ha il suo tempo", "Chi ha tempo non aspetti tempo", "Il tempo è denaro" ecc.
Tuttavia la percezione e la misura sociale del tempo variano in relazione alla complessità delle società, al legame della struttura produttiva con l'andamento ciclico delle stagioni, alla velocità della trasmissione delle informazioni, alla dimensione mondiale degli scambi. Anche all'interno di una stessa società la percezione del tempo che ha l'agricoltore è diversa da quella dell'agente di borsa. Persino le nostre abitudini alimentari e il nostro modo di vestire sono condizionati dalla valutazione sociale del tempo. Ma il tempo governa anche il mondo delle macchine, imponendo alla tecnica di costruire strumenti sempre più precisi per misurarne efficienza e affidabilità.
Eppure per tutti noi il trascorrere del tempo non è uniforme. Al tempo che misura i ritmi della natura e della società sembra affiancarsi un tempo più personale. L'esperienza psicologica ci fa percepire diversamente la durata della gioia e del dolore, della noia e dell'interesse, della fatica e del gioco. Sicché al tempo scandito dagli orologi naturali o artificiali si affianca il tempo percepito dalla coscienza.
Fin dall'antichità classica si è tenuto conto di questi differenti aspetti e si è cercata una misura uniforme del tempo. Il tempo spazializzato, uniforme e continuo, è diventato il presupposto fondamentale della meccanica classica, ma fa parte anche del nostro mondo quotidiano. Quante cose, dall'invecchiamento dei vini alla guida dell'automobile, non potremmo fare senza presupporre lo scorrere continuo e uniforme del tempo, una sua misura comune? Eppure fin dall'antichità la misura uniforme del tempo ha generato paradossi, oggetto di raffinate riflessioni, che urtavano il senso comune. Non meno sconvolgenti appaiono oggi le conclusioni paradossali cui conducono le teorie di Einstein. Il tempo dello scienziato non è il tempo dell'uomo comune. Non lo è né il tempo della cosmologia né quello della biologia, né quello dei calcolatori.
I seminari di questa sezione intendono fornire un primo contatto con questi problemi, mostrare le differenti accezioni della nozione di "tempo" in diversi contesti culturali e sociali, stimolare gli studenti a prendere coscienza dei complessi rapporti tra la scienza e il senso comune, offrire agli insegnanti spunti di riflessione per la loro attività didattica.
L'articolazione del tema "tempo" ha visto impegnati assieme: tutte le Facoltà dell'Ateneo, l'ITI Malignani di Udine, l'ISIS Malignani di Cervignano e le Associazioni che collaborano all'iniziativa.

2. Il progetto SET: "Il Ciclo dell'Informazione"

Il progetto dal titolo "Il Ciclo dell'Informazione - Comunicare, Elaborare, Interpretare: nuove e vecchie chiavi di lettura del mondo reale e virtuale" coinvolge, coordinate dal Dip. di Matematica e Informatica, il Liceo Scientifico "N. Copernico" di Udine, con il ruolo di scuola capofila; le scuole elementari "G.B. Tiepolo" di Pagnacco, "G. Rodari" di Udine, "M.L. King" di Sedegliano e "A. Bidernuccio" di Venzone; le scuole medie "Divisione Julia" di Fagagna e "J. Tomadini" di Udine; gli istituti superiori ITC di Cividale, ITG "G.G. Marinoni" di Udine, ITI "F. Solari" di Tolmezzo e il Liceo Classico "J. Stellini" di Udine. Le unità didattiche sono organizzate in tre principali filoni tematici, in ciascuno dei quali sono presenti le scuole di tutti i livelli (elementari, medie e superiori) con attività specifiche. La sua struttura può essere schematizzata come segue:

A. UNA MOLTEPLICITÀ DI LINGUAGGI E METALINGUAGGI

B. LA LOGICA DELLE MACCHINE

C. LA TRAMA ALGORITMICA

Motivazioni dell'iniziativa. Come conseguenza delle innovazioni tecnologiche degli ultimi decenni la percezione della realtà sta diventando sempre più indiretta, in buona parte mediata da dispositivi di varia natura che operano sull'informazione, entità di cui si è cominciato a riconoscere il ruolo solo da poco. Nello stesso tempo le modalità incontrollate di interazione, fin dalla più giovane età, con queste macchine hanno determinato negli utenti una sensibile riduzione degli spazi di riflessione critica. Pertanto, il progetto si propone di approfondire alcuni itinerari didattici che possano contribuire a una fruizione più consapevole, e se possibile più creativa, degli strumenti di elaborazione dell'informazione: partendo dalle attività comunicative e algoritmiche che si possono ritrovare nel gioco e nella vita di tutti i giorni, si vuole individuare il percorso dell'informazione e riconoscere le modalità attraverso le quali viene elaborata. Riflessioni su questi temi appaiono particolarmente opportune in vista della riforma dei cicli scolastici e dei contenuti che vi saranno impartiti. I programmi di informatica dei nuovi curricula potranno infatti avere una significativa incidenza sul futuro della scuola, ma attualmente vi sono almeno tre modi sostanzialmente diversi di intendere l'informatica, e ognuno di questi atteggiamenti privilegia aspetti culturali diversi e presuppone obiettivi educativi e formativi diversi. Più precisamente, l'informatica può essere intesa:

Si può forse dire che i lavori delle scuole, che si sono impegnate ad approfondire i legami fra l'informatica e le altre discipline nell'ambito del progetto preannunciano in qualche modo la scuola del futuro, in cui rivestirà un ruolo sempre più importante l'interdisciplinarietà (percorsi trasversali, interazione fra insegnanti di diversa formazione culturale). Le pagine web del progetto sono accessibili attraverso l'indirizzo http://www.dimi.uniud.it/cicloinf/. Più specificatamente, i materiali prevedono, fra l'altro, guide per i docenti supportate da un servizio di consulenza ed assistenza per tutte le scuole interessate ai temi affrontati. L'insieme di questi materiali sarà reso pubblico a livello nazionale presso il sito della Biblioteca di Documentazione Pedagogica di Firenze (http://www.bdp.it/).

3. Il progetto SET: "Facciamo Luce"

Il progetto "Facciamo Luce" è stato proposto da una rete di 12 scuole materne, elementari, medie e superiori della provincia di Udine con capofila il Liceo Scientifico "G.Marinelli". La rete di scuole formatasi spontaneamente attorno al progetto vede partecipare insieme scuole impegnate già da tempo in attività di ricerca e innovazione didattica, associazioni impegnate sul territorio o nazionalmente nella diffusione della cultura scientifica e dell'innovazione didattica, enti del territorio che hanno riconosciuto la valenza didattica innovativa del progetto.
Ad esso collaborano l'Associazione Scienza e Tecnica, L'Associazione per l'Insegnamento della Fisica (AIF) e la Galleria d'Arte Moderna di Udine; ha il patrocinio del Comune di Udine e dell'AIF nazionale. Il coordinamento scientifico del progetto è del Centro Interdipartimentale di Ricerca Didattica dell'Università di Udine diretto dalla Prof.ssa Marisa Michelini.

Le Scuole della Rete
Il forte impegno di formazione, di stimolo alla cooperazione e alla condivisione di esperienze svolto dal CLDF dell'Università di Udine in ambito scientifico ha riunito nel lavoro un team di scuole e insegnanti disponibili a sperimentare innovazione metodologica e tecnologica in campo scientifico e forme innovative di orientamento formativo. La condivisione di metodologie e strategie di lavoro, il confronto continuo nella realizzazione delle innovazioni, sono spesi nella produzione di materiali utili ad una didattica innovativa e in attività di sostegno e formazione degli insegnanti che intendano sperimentare i materiali proposti.
Le scuole che hanno collaborato strettamente alla progettazione, costruzione e validazione dei materiali sono: Liceo Scientifico "G.Marinelli" di Udine, Liceo Scientifico "Magrini" di Gemona, Liceo Scientifico "Aristosseno" di Taranto, Istituto professionale per l'Industria e l'artigianato "A. Mattioni" di Cividale del Friuli, Scuola Media Statale Piazza Garibaldi di Udine, Scuola Media Statale via Petrarca 19 di Udine, Scuola Media Statale di Pasian di Prato, Scuola materna, elementare e media dell'Istituto Comprensivo di Premariacco, Scuola materna, elementare e media dell'Istituto Comprensivo di Tricesimo.
Il progetto
Il progetto "Facciamo Luce" prevede la produzione di materiali interattivi multimediali per una formazione scientifica curricolare fondata sull'innovazione e la ricerca didattica, la loro diffusione nazionale, il supporto in rete telematica alle scuole che vogliano usare i materiali prodotti.
I materiali costruiti dalla rete di 11 scuole, 33 docenti, talvolta affiancati nella sperimentazione in classe da altri colleghi, e da moltissimi studenti, sono stati progettati e realizzati per tre diversi livelli scolari, poiché intendono guidare alla costruzione di concetti, schemi di ragionamento, modelli descrittivi e interpretativi del "fare luce" ma soprattutto intendono introdurre nella formazione scolastica un approccio all'indagine scientifica che è la metodologia di lavoro del "fare scienza".
Il fare scienza può iniziare fin dalla scuola dell'infanzia se i concetti sono proposti attraverso giochi e gli apprendimenti condivisi con il racconto, proseguire poi , utilizzando livelli di astrazione compatibili con l'età dei ragazzi, fino alla costruzione di modelli descrittivi e interpretativi che usano linguaggi formali semplificati. Tale sviluppo progressivo, evidente nella lettura verticale di materiali che trattano lo stesso tema, è il risultato di condivisione di obiettivi, metodologia e strategie didattiche tra i docenti del gruppo.
Il titolo del progetto è una felice sintesi della metodologia proposta e della ricchezza dei temi suggeriti per una formazione culturale sull'argomento luce. Fare perché fare è comprendere, costruire i concetti attraverso l'osservazione, l'esplicitazione di ipotesi, la verifica, l'analisi di nuovi problemi, la costruzione autonoma delle risposte ed il confronto delle stesse con i risultati della "scienza ufficiale", il porsi nuovi problemi, giocare cioè a quel gioco meraviglioso che è il fare scienza. Luce perché luce è vedere, conoscere, comunicare, vivere: il campo di indagine è vasto, e suggerisce percorsi formativi multidisciplinari in cui diverse discipline contribuiscono alla costruzione di competenze indispensabili alla formazione culturale del cittadino: biologia, arte, informatica, tecnologia, psicologia della percezione, chimica, fisica e matematica forniscono strumenti e chiavi di lettura del mondo della luce.
Il prodotto, strutturato in sette moduli tematici, è composto da 131 schede operative per studenti corredate da guida per l'insegnante.
Questi i moduli del progetto:

Facciamo Luce!
Come vediamo
L'occhio e la percezione
Illusioni ottiche e loro influenza nell'arte
La conversione dell'informazione luminosa
Propagazione della luce e interazione con la materia non vivente
Luce e colori
Interazione della luce con la materia vivente
La luce trasporta energia
La natura della luce

L'ipotesi didattica, che è filo conduttore dei percorsi attraverso i materiali, prevede un ruolo centrale dello studente nel processo di costruzione della conoscenza, che consiste nel fare ipotesi per verificarle e trovare nell'esperienza la risposta ma anche lo stimolo per nuove ipotesi, in quel processo che porta alla costruzione dei concetti e delle connessioni tra essi.
Gli strumenti di apprendimento proposti per il lavoro spaziano da esperimenti semplici, realizzati con materiali quotidiani, facilmente riproducibili anche dagli stessi ragazzi, per fare ipotesi sensate a partire dall'osservazione di fenomeni ed eventi, a numerosi esperimenti on-line che utilizzano sia sensori a basso costo che tecnologie commerciali più sofisticate, per raccogliere ed elaborare misure, costruire e verificare ipotesi e modelli descrittivi e interpretativi. Molti dei materiali sono stati costruiti dagli studenti come esito di lavori curricolari e sottolineano la realizzabilità delle proposte contenute nel progetto in contesto scolastico. Si offre anche una ricca proposta di uso didattico di tecnologie della comunicazione, risorse di Internet per la formazione insegnanti e per l'arricchimento culturale degli studenti, animazioni interattive per facilitare la costruzione di un ponte tra realtà e astrazione, tra esperimento e legge.

4. EDUCAZIONE INFORMALE

La costruzione delle conoscenze non può essere vista come evento confinato nella mente, ma è fortemente influenzata dal contesto in cui si sviluppa. Va promossa pertanto all'interno della cultura e delle interazioni sociali che la accompagnano. La scuola chiusa e l'auto-centrismo della classe vanno superati. Va pertanto sviluppato un fare scuola dentro e fuori dalla classe in cui la discussione come ragionamento collettivo, il lavoro collaborativo, la comunicazione tra soggetti costituiscono modalità didattiche quotidiane.
Le attività offerte dall'Unità di Ricerca in Didattica della Fisica per le Giornate Scientifiche 2002, che si inseriscono in un ampio panorama internazionale di proposte sull'educazione informale, vanno in questa direzione. Esse si propongono come ponte tra l'esplorazione spontanea e quella organizzata e strutturata a scuola, per favorire occasioni di attività sperimentale e per mettere l'operatività a disposizione dell'apprendimento. Alla visita della mostra GEI, diventata oramai un appuntamento tradizionale delle giornate scientifiche in Udine, da alcuni anni sono state affiancate attività di laboratorio condotte da ricercatori dell'Unità di Ricerca e offerte a ragazzi dei diversi ordini scolastici. Quest'anno viene arricchita la proposta tematica dei laboratori, sviluppati l'anno scorso solo sui fenomeni termici, secondo le due modalità caratterizzate dai titoli: "Uno scenario vissuto", "Mappe". Nel primo caso i ricercatori discutono con i ragazzi scenari di vita quotidiana relativi alla tematica affrontata, stimolando l'operatività individuale e concettuale, il confronto tra idee spontanee e fatti, facendo riconoscere il valore formativo del confronto tra pari. Nel secondo caso i ragazzi, dopo avere visitato un segmento omogeneo della mostra GEI, vengono invitati a riorganizzare in forma di mappa concettuale spontanea ciò che hanno appreso durante l'attività.
Entrambi i laboratori oltre ad essere significative occasioni di apprendimento informale per i ragazzi, costituiscono anche stimolanti momenti di formazione per gli insegnanti che si confrontano con i diversi stili di lavoro dei ricercatori e sono partecipi, da osservatori e non da attori, delle dinamiche di apprendimento dei ragazzi che accompagnano all'attività.
Integrano l'offerta di educazione informale approfondimenti di esperti di livello internazionale in didattica della fisica.

5. Mostre

1. Agathos mostra della Sezione AIF di Udine

Realizzata dal Gruppo di lavoro Agathos della Sezione AIF di Udine e curata da: R Biondi, AM Cavagna, GP De Marchi, C Giusto, L Marcolini, P Modotto, R Moro, GC Toso, G Trifiletti.
Organizzata in tre part.
1) Prototipi per l'Educazione Scientifica e Tecnologica Informale: Pila di Volta e le sue meraviglie; Il piano inclinato di Galileo tecnologico; Un motore di luce asincrono; Il motore a campo rotante di Galileo Ferraris; Il personal computer trasparente nell'isola di misura on line; TRasformazioni ENergetiche in Opera (TRENinO); Inseguitore di luce fotovoltaico (il girasole FV); automa-BROOT; Starring CiDiC (automa copia CD).
2) Comunicazione Multimediale: il sito web dell'AIF Ud; il CD "Fisica e oltre" sulle attività di divulgazione scientifica dell'AIF Ud nella Provincia;
3) Editoria: la esposizione dei volumi della "piccola scientifica malignani"

2. GEI - Giochi Esperimenti Idee: 120 esperimenti da fare e non solo da guardare

Comprende 120 esperimenti semplici di meccanica, fisica dei fluidi, termologia, calorimetria, elettrologia, elettrodinamica, elettromagnetismo, ottica, chimica e astronomia, realizzati con materiale povero facilmente reperibile nella vita quotidiana e con nuove tecnologie come i sensori on-line. La mostra si propone come un'occasione per svolgere attività: provare, giocare, sperimentare, esplorare idee ed usare idee per esplorare fenomeni. Più che una mostra da guardare è una mostra da utilizzare dentro e fuori la scuola per capire e analizzare i fenomeni. Accanto all'esposizione della mostra sarà disponibile l'esplorazione del CD GEIWEB, uno strumento multimediale sviluppato a partire dalla presentazione degli esperimenti di GEI per la formazione degli insegnanti.

3. L'angolo dell'Unità di Ricerca in Didattica della Fisica (URDF)

Poster illustrativi delle ricerche svolte sull'aprendimento in contesto informale sui progetti locali e nazionali realizzati come EPC, LabTec, IMOFI, SECIF.

4. L'angolo della Mathesis e del Nucleo di Ricerca in Didattica della Matematica dell'Università di Udine

Vengono esposti su alcuni pannelli delle tavole che illustrano le attività della Sezione di Udine della MATHESIS e del Nucleo di Ricerca in Didattica della Matematica dell'Università di Udine. E' previsto anche un video sulla mostra "Numeri e Macchine".

5. La gru sicura

Esposizione di un microcontrollore per il monitoraggio dell'usura nel tempo delle parti meccaniche di una gru. La proposta, fruibile da tutti gli ordini di scuole, è prevalentemente rivolta a docenti e studenti delle scuole medie.

6. M.I.T.@ - Mostra interattiva il tempo e l'ambiente: scienza in rete e non solo….

L'iniziativa presenta una serie d'attività atte a sollecitare curiosità e approfondimenti, quale quello del rapporto tempo - ambiente, utili ad una corretta lettura dell'ambiente che ci circonda e delle sue eventuali problematiche. La mostra è articolata in tre settori riguardanti principalmente le tematiche Aria, Acqua e Monumenti, corredati da attività sperimentali e prodotti multimediali, frutto di progetti e itinerari didattici sviluppati in rete di scuole. La mostra con i suoi esperimenti, video, supporti multimediali e idee progettuali è rivolta a docenti e studenti di scuole elementari, medie e superiori.

7. MMO - Mostra di matematica operativa e multimedialità del Movimento di Cooperazione Educativa (MCE)

Rivolto ad insegnanti e alunni della scuola dell'obbligo, studenti dell'Istituto Magistrale e del Corso di Laurea in Scienze della formazione primaria.

6. Gara di Programmazione

A completamento delle iniziative della manifestazione sarà organizzata per gli studenti delle scuole superiori una gara di programmazione a cui potranno partecipare squadre di due studenti ciascuna. L'organizzazione è a cura degli studenti di Informatica che hanno partecipato alla competizione internazionale ACM / SWERC 2001.
Mercoledì 20 marzo 2002, dalle 9.30 alle 18.30 - presso i Laboratori della Facoltà di Scienze MFN- Via delle Scienze, 208.

(Modulo d'adesione)

7. Corso di formazione per insegnanti in servizio

Per la formazione in servizio degli insegnanti di tutti gli ordini scolastici viene attivato il corso dal titolo "Percorsi nell'educazione scientifica e tecnologie dell'informazione" a cura di A Bitto, C Mirolo, V Capocchiani, G Trifiletti, F Petrossi, A Binda, A Mossenta, A Stefanel, M Michelini. Il corso è organizzato in due orientamenti distinti per insegnanti di scuola di base e per insegnanti di scuola secondaria superiore su temi di fisica, matematica e informatica. Per ciascun orientamento sono offerte almeno 20 ore di attività. I diversi incontri riguarderanno le tematiche dei due progetti SeT: Il ciclo dell'informazione e Facciamo luce, e le ricerche didattiche dell'Unità di Ricerca in Didattica della Fisica dell'Università degli Studi di Udine. Agli iscritti al corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione valido ai fini della formazione in servizio ai sensi della L. 341/90 e il Regolamento Didattico dell'Università degli Studi di Udine.

(Scheda d'iscrizione)