Sommario degli interventi
Lunedì 11 marzo - Sabato 16 marzo (Lunedì 4 marzo - Sabato 9 marzo)

Lunedì 11 Marzo 2002
L Mazzarolli, Facoltà di Giurisprudenza
Tempo e diritto
L'intervento si propone di affrontare la tematica "trasversale" dell'influenza dell'elemento temporale, con riferimento al mondo del diritto.
"Trasversale" perché, contrariamente a quanto accade per influssi di diversa natura, si tratta di un elemento che caratterizza - seppure, è chiaro, in misure che possono variare - tutte le varie branche del diritto: dal diritto civile, al diritto penale; dal diritto amministrativo, al diritto costituzionale ecc...
Di qui l'esigenza di un approccio al tema che, pur potendo di per sè svolgersi anche secondo modalità di esame analitico di diverse fattispecie, meglio si presta, probabilmente, ad una trattazione condotta mediante la ricerca di
modalità di analisi esse pure "trasversali".
Lunedì 11 Marzo 2002
Mercoledì 13 Marzo 2002
G Binda S. E. dell' I. C. di Tricesimo
I materiali dei seminari del Corso di Formazione per Docenti di Scuola di Base

Vengono illustrati i percorsi ipotizzati all'interno del progetto SeT "Facciamo Luce" con le unità didattiche realizzate:
LA LUCE TRASPORTA INFORMAZIONI (per la scuola Elementare - 2° ciclo)
LUCE E COLORE ( un percorso per il 1° ciclo - scuola elementare /materna)
LUCE E COLORE (un percorso per il secondo ciclo - scuola elementare)
L'incontro potrà essere articolato attraverso la presentazione delle unità (o di una unità didattica), delle schede realizzate, dei risultati raggiunti con gli alunni attraverso la realizzazione delle attività, delle difficoltà o problemi rilevati in relazione a:

  • programmazione e contenuti dei NPSE
  • tempi di programmazione
  • tempi di svolgimento delle attività
  • ai tempi di apprendimento degli alunni
  • alle strutture e ai materiali disponibili
  • alle possibili evoluzioni dell'argomento sviluppato.

Lunedì 11 Marzo 2002
T. Zilli, Scuola Media di Piazza Garibaldi; G. Bosatta, Scuola Media Bellavitis; L. Boscolo, V. Capocchiani, F. de Stefano, Liceo Scientifico Statale G.Marinelli; E. Stante, Liceo Scientifico Aristosseno di Taranto
Come vediamo: dal fenomeno fisico al sensore occhio e al processo della visione. La percezione in fisica, biologia, psicologia, arte e cinematografia.

Il tema di lavoro "Come vediamo" ha aspetti scientifici, biologici, artistici, psicologici e ricreativi. La molteplicità delle chiavi di lettura del processo della visione suggerisce una molteplicità di percorsi che è possibile costruire attraverso i materiali.
La vastità e complessità dei processi e fenomeni richiamati nei materiali del progetto richiede una scelta: si presenta uno dei tanti possibili percorsi attraverso alcuni dei materiali del primo modulo: un'analisi del processo della visione, che coinvolge la propagazione rettilinea della luce, l'interazione con corpi opachi e trasparenti, l'intensità trasmessa o riflessa e diffusa, la ricezione da parte del sensore occhio condizionata dalle sue caratteristiche e limiti, gli aspetti fisici, biologici e psicologici della percezione, gli aspetti artistici in cui le regole della percezione sono applicate alla lettura di opere d'arte e suggeriscono una metodologia di decodificazione delle immagini valida per tutti i tempi di produzione artistica.
Il fenomeno della riflessione è spunto utile a diversi livelli scolari per considerazioni fisiche, giochi, approfondimenti matematici in cui le simmetrie delle immagini negli specchi sono il filo conduttore che permette di ritrovare nelle opere di artisti applicazioni suggestive.
I temi e contenuti del percorso, introdotti dai docenti referenti, sono presentati da gruppi di studenti delle diverse scuole che hanno validato in classe i materiali del progetto o che hanno partecipato alla loro costruzione: essi propongono ad altri studenti il proprio percorso di apprendimento e alcuni degli esperimenti più significativi.
Workshop "Come vediamo" ore 11-13
Gli studenti fungeranno da tutor per gruppi di altri studenti che hanno prenotato l'attività e nelle successive due ore di workshop vogliono cimentarsi con il lavoro sperimentale.
Lunedì 11 Marzo 2002
F Petrossi, B Cancelieri, V Capocchiani, L. S. Marinelli di Udine, A M Cavagna, M Santi, E Contessi, I Triolo, L. S. Magrini di Gemona
"Luce e colori: alla ricerca delle informazioni che fornisce il colore attraverso la fisica, la chimica, l'informatica e l'arte
Vedere luci colorate e pigmenti colorati, gli affascinanti spettri della luce bianca, suggerisce una domanda: come si generano i colori?
Si propone un percorso che prende spunto da semplici osservazioni di luci e ombre colorate, per riflettere sul colore dei corpi, sulla natura della luce colorata e sulla possibilità di generare luci monocromatiche, sugli spettri continui e a righe, sulla relazione tra temperatura e colore dei corpi.
Il mescolamento per sintesi additiva porta a riconoscere il codice RGB e le sue molteplici applicazioni nella tecnologia quotidiana.
I colori sono anche elementi fondamentali della percezione visiva dei colori nell'arte: il tema è affrontato esaminando diversi aspetti e ruoli del colore, esito di analisi di opere d'arte.
I temi e contenuti del percorso sono introdotti dai docenti referenti e presentati da gruppi di studenti delle diverse scuole che hanno validato in classe i materiali del progetto o che hanno partecipato alla loro costruzione. Gli studenti propongono ad altri studenti il loro percorso di apprendimento, gli esperimenti che ritengono più significativi per la comprensione dei concetti..
Workshop "Luce e colori" ore 11-13
Gli studenti fungono da tutor per gruppi di altri studenti che hanno prenotato l'attività e nelle successive due ore di workshop vogliono cimentarsi con il lavoro sperimentale.
Martedì 12 Marzo 2002
F Giudice, Università di Pavia
Il fondamento dell'oggettività del tempo in Newton e Leibniz
Nella nascita della scienza moderna, l'introduzione di un concetto di tempo diverso da quello della percezione quotidiana, l'idea cioè che possa darsi un tempo quantitativo nell'indagine della natura, rappresenta indubbiamente, e non soltanto sotto il profilo strettamente scientifico, un elemento di rottura rispetto al passato. Ben prima infatti che fossero disponibili orologi in grado di fornire un'esatta misurazione del tempo, a partire dal XVII secolo scienziati e filosofi avvertirono come impellente la necessità di definirne lo statuto. La concezione del tempo di Isaac Newton si inserisce esattamente in questo contesto. Nei Philosophiae naturalis principia matematica (1687) Newton enuncia con estrema chiarezza il nuovo concetto di tempo, distinguendo fra tempo assoluto e tempo relativo. Partendo da questa distinzione, e dalle conseguenze di ordine metafisico e teologico che da essa discendono, si prenderanno in considerazione le obiezioni che Leibniz mosse alla concezione newtoniana del tempo nella famosa corrispondenza con Clarke, fedele allievo e amico di Newton. In particolare, si mostrerà come, di là dal rifiuto da parte di Leibniz di considerare il tempo come una grandezza variabile indipendente dalle cose, tanto Newton quanto Leibniz attribuiscano al tempo una natura oggettiva, il cui fondamento è garantito dalla durata divina o dall'idea di Dio.
Martedì 12 Marzo 2002
Intervengono i poeti Novella Cantarutti e Pier Luigi Cappello
Il tempo nella poesia friulana

Si considererà il concetto d tempo non nella poesia friulana ma in quella contemporanea all'autrice che ha cercato di coglierlo nel respiro dei suoi giorni e dei versi che li accompagnano., lungo più di mazzo secolo, a partire dal 1945.
L'anno segna la fine del conflitto e apre una stagione di risveglio e di rinnovamento, che si esplica, riguardo alla poesia friulana, sia nell'impegno appassionato di Pier Paolo Pasolini e dell'Academiuta, sia nella polemica viva e nei propositi di rinnovamento di G. Marchetti e del gruppo di Risultive.
L'autrice è in rapporto, colloquio, discussione con entrambi, ma ritiene di scrivere, anzi di8 cantare alla sua maniera spinta com'era dall'esigenza di esprimersi attraverso una parlata singolare che si fa canto all'orchè la parole si aggregano a comporre il discorso.
Le parole, li' peravali' , nei versi di un canzoniere, In polvara e rosa (In polvere e in fiore) che raccoglie ter volumi, scandiscono e segnano il tempo e sono argomento dell'incontro.

"E vivo con la mia gioventù"
a cura di Anna Panicali - Lettura di poesie di Gabriella Burda e Fabiana di Brazzà
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L'antologia di poesie e prose di P. P. Pasolini sarà accompagnata da brevi brani musicali e da immagini filmiche che metteranno in rilievo il modificarsi, attraverso il Tempo, dell'atteggiamento pasoliniano verso la gioventù.

"Il tempo nella poesia friulana"
a cura di Anna Panicali - Intervengono i poeti: Novella Cantarutti e Pierluigi Cappello.

La scelta delle poesie è sul tema del Tempo, un motivo su cui tutti i poeti hanno pensato: come il paesaggio, il nostro sentire, la nostra stessa esistenza sono cambiati e cambieranno; come anche i volti si fanno "immagine del nostro essere stati e dell'essere" (N. Cantarutti); come nel tempo sia iscritto il tempo della vita. Accanto a un peta affermato come Novella Cantarutti sarà presente un giovane autore, Pierluigi Cappello, che leggerà i suoi testi poetici in lingua friulana e italiana.

Mercoledì 13 Marzo 2002
E Milotti, Facoltà di Scienze MFN
Breve storia della misura del tempo
I progressi nella misura del tempo hanno permesso ogni volta grandi avanzamenti tecnologici e scientifici. Poichè è impossibile trattare tutte le importanti tappe di questa storia affascinante in un breve seminario, mi limito ad analizzare schematicamente la struttura degli strumenti per misurare il tempo, ed illustro il funzionamento degli orologi atomici e gli strumenti più recenti.
Mercoledì 13 Marzo 2002
G. Burba, ISIS Malignani di Cervignano
La concezione del tempo nelle culture
Obiettivo di questa relazione non è la descrizione analitica delle concezioni sociali del tempo in una serie indefinita di culture, secondo un approccio storico, ma il tentativo di rintracciare la scelta culturale prevalente di alcune culture rispetto ad altre nell'ottica dell'antropologia culturale, utilizzando contributi della storia, e in particolare della storia delle religioni, della filosofia e della sociologia.
Vengono prese in esame essenzialmente le seguenti civiltà: indiana, greca antica, ebraica, occidentale moderna, ravvisando in alcune di esse la concezione del tempo ciclico, in altre quella del tempo lineare. L'analisi si concentra poi sulle conseguenze che le diverse concezioni del tempo provocano a livello di sviluppo economico sociale: la scelta del tempo ciclico si traduce infatti, nella società indiana, in una svalutazione della storia e della realtà empirica, con implicazioni di disimpegno sul piano politico-sociale; la concezione del tempo lineare, tipica dell'ebraismo e, attraverso il cristianesimo, della società occidentale, comporta invece la fede nel progresso, entrata però in crisi nell'epoca ormai definita postmoderna.
Mercoledì 13 Marzo 2002
G Romano, MATHESIS
Il tempo nelle culture della preistoria e della protostoria
Da quando l'uomo è apparso sulla faccia della Terra pressoché tutte le sue attività sono state condizionate dal tempo. La successione continua del giorno e della notte il ripetersi molto regolare delle apparizioni di quell'astro straordinario e mutevole che e la Luna con le sue fasi, l'alternarsi delle stagioni ed il ripetersi dei fenomeni astronomici principali con regolarità, hanno convinto l'uomo della ciclicità del tempo. La nascita la maturità, la vecchiaia e la morte sono le fasi nelle quali i fenomeni della natura si susseguono continuamente e regolano il fluire del tempo per tutte le attività dell'uomo: quelle famigliari, quelle sacre, quelle relative ai lavori agricoli.
Solamente molto più avanti nella storia, con l'affermarsi del pensiero giudaico-cristiano il concetto del fluire del tempo ha assunto l'aspetto di un progressivo passaggio dall'inizio fino alla fine in uno scorrere del tutto lineare del tempo.
Nella lezione di oggi verranno illustrati i concetti fondamentali dell'archeoastronomia cioè di quella scienza interdisciplinare che studia, tra l'altro, anche l'importanza che ha avuto il concetto dello scorrere del tempo nelle espressioni architettoniche, religiose e mitiche dell'umanità primigenia. Vedremo anche come gli antichi popoli delle Americhe e del Pacifico hanno considerato il fluire del tempo e la sua importanza sullo sviluppo della loro civiltà.
Giovedì 14 Marzo 2002
E Fabri, Università di Pisa

Il tempo in fisica, prima e dopo Einstein
Circa un secolo fa il modo di concepire il tempo in fisica è profondamente cambiato, ad opera di Einstein e altri scienziati.
Nella fisica newtoniana il tempo e' assoluto: scorre allo stesso modo sempre e ovunque, non e' influenzato da oggetti e fenomeni.
A partire da Einstein (e Minkowski) il tempo entra a far parte di un'unica realta' geometrica con lo spazio: lo "spazio-tempo". Ma per sistemi di riferimento in moto relativo eventi simultanei in uno non lo sono nell'altro, la durata di uno stesso fenomeno cambia col riferimento, si manifestano situazioni "strane" per l'intuizione comune, come il famoso "paradosso dei gemelli".
La "relativita' generale" cambia ancora il quadro: lo spazio-tempo e' curvo.
Un effetto di questa curvatura e' la gravita'; ma essa si manifesta anche sul tempo, fino a situazioni estreme quali i buchi neri o il redshift cosmologico.
Giovedì 14 Marzo 2002
R Del Frate, Liceo Sc. Copernico (UD)
Il tempo: riflessioni relativistiche e non

Il k - calculus fu proposto da Hermann Bondi come mezzo per spiegare la relatività ristretta usando solamente la semplice algebra. [H. Bondi: Relatività e senso comune, Zanichelli, 1967] su un'idea di E. A. Milne [Kinematics Relativity, Oxford, 1948].
Il k - calculus usato da Bondi altro non è che l'effetto Doppler. Queste note estendono Il k - calculus per includere il red shift gravitazionale e per sviluppare tecniche per una trattazione introduttiva della relatività generale in cui l'enfasi si è posta sulla deduzione matematica da procedure fisiche di misura. Utilizzando idee di ottica geometrica, il moto geodetico è spiegato con la rifrazione di una funzione d'onda dovuta a curvatura.
Il k - calculus dà una deduzione molto semplice della soluzione di Schwarzschild, mostrando che la geometria è equivalente all'esistenza di un tempo minimo fondamentale proporzionale alla massa a riposo, tra le interazioni delle particelle elementari.
L'approssimazione newtoniana è ottenuta da un'applicazione diretta del red shift alla funzione d'onda. La geometria differenziale è introdotta mostrando che il k - calculus dà una trattazione equivalente della relatività generale includendo la forma dell'equazione di campo di Einstein.

Venerdì 15 Marzo 2002
M Persic, INAF/Osservatorio Astronomico di Trieste
I tempi dell'astronomia
Essenzialmente, in ogni caso, il mio seminario passera' in rassegna i tempi caratteristici che si incontrano in astronomia (es.: pulsazioni delle stelle, formazione delle galassie, formazione degli elementi chimici, etc), da cosa sono determinati, e (ove possibile) quale e' il loro uso pratico (es.: il periodo di pulsazione di alcuni tipi di stelle puo' indicare la luminosita' intrinseca, che confrontata con quella apparente permette una misura della distanza).
Venerdì 15 Marzo 2002
A De Ambrosis, Università di Pavia
Idrostatica: uso integrato del laboratorio e di un ambiente multimediale
La proposta e' rivolta a insegnanti del biennio della scuola secondaria superiore ed e' caratterizzata da due aspetti. In primo luogo essa propone una trattazione dei temi secondo una sequenza diversa da quella tradizionale; secondariamente, prevede l'utilizzo di attività sperimentali e di animazioni multimediali a queste strettamente correlate. La proposta si pone come obiettivo da una lato di analizzare approfonditamente i fenomeni della trasmissione delle forze e della generazione di uno stato di compressione nei liquidi, dall'altro di studiare le proprieta' di un liquido nel campo della forza di gravita' e l'azione esercitata dal liquido stesso sulla superficie di un corpo immerso.
Venerdì 15 Marzo 2002
A Mossenta, URDF dell' Università di Udine
EPC ed apprendimento informale
Il Progetto Regionale Esplorare, Progettare, Comunicare (EPC) ha coinvolto durante due anni scolastici (a partire dal 1999) le scuole della Regione, con l'obiettivo di migliorare la qualità degli apprendimenti scientifici. Sono state proposte, con modalità differenziate, attività di educazione informale basate principalmente sull'utilizzo dei 120 esperimenti che compongono la mostra GEI, realizzati con materiali di facile reperibilità accostati anche ad apparati che sfruttano le tecnologie informatiche. Accanto all'opportunità di fruire dei materiali è stata proposta la formazione dei docenti all'utilizzo consapevole degli esperimenti, tenendo presenti i risultati della ricerca nazionale e internazionale nel campo della didattica scientifica. Le attività inserite nel Progetto hanno consentito non solo di stimolare docenti e alunni verso le tematiche scientifiche e di affrontarne lo studio con un approccio più amichevole, ma hanno anche fornito ai ricercatori in didattica opportunità per l'osservazione dei processi messi in atto durante gli apprendimenti basati sull'utilizzo dei materiali della mostra.
Venerdì 15 Marzo 2002
L Decio, URDF dell' Università di Udine
Sensori in biologia
Nella pratica didattica la biologia è trattata prevalentemente come una scienza descrittiva e anche quando si affronta la disciplina in laboratorio, gli esperimenti sono prevalentemente di tipo qualitativo.
L'uso dei sensori e dell'acquisizione dati on-line permette di affrontare una analisi dei dati raccolti di tipo quantitativo e permette di evidenziare l'importanza della misurabilità dei processi biologici ai fini della conoscenza scientifica oggettiva (determinismo).
L'URDF ha messo a punto per il progetto LabTec del MIUR una serie di esperimenti per la biologia con i sensori on-line che permettono di indagare su processi fondamentali dei viventi, quali la fotosintesi , la respirazione dei microrganismi e la traspirazione.
Venerdì 15 Marzo 2002
Sabato 16 Marzo 2002
G Binda S. E. dell' I. C. di Tricesimo
Presentazione dei seminari per la scuola elementare

Nell'ambito del progetto SeT "facciamo luce" sono stati ipotizzati percorsi di appropriazione e consapevolezza di fenomeni ottici relativi alla luce attraverso un uso sempre più consapevole della percezione sensoriale che pone le basi per un'indagine razionale e scientifica della realtà "luce".
Da semplici giochi, realizzabili con materiali poveri e di uso quotidiano, i bambini vengono guidati ad osservare in modo scientifico e a "disciplinare" alcuni semplici fenomeni per giungere alla scoperta di proprietà specifiche relative all'interazione tra luce e materia.
I fenomeni luminosi vengono inoltre inseriti all'interno del contesto comunicativo (i codici luminosi come veicolo di informazione) con l'uso di giochi che prevedono l'uso di un codice visivo che guidano alla comprensione della luce come veicolo di informazioni intenzionali ( cioè che portano ad assumere comportamenti determinati dal contesto in cui sono inseriti).