Presentazione

Il Ministero (MPI) ha affidato all’Università di Udine, con una specifica convenzione stipulata nel dicembre 1999, l’incarico di assegnare 15 borse di ricerca ad altrettanti docenti in servizio nella scuola e di assicurare a ciascun insegnante-borsista la supervisione da parte di esperti, prevedendone almeno 15.

L’Università di Udine ha individuato la prof. Marisa Michelini come responsabile scientifico e il Centro Interdipartimentale di Ricerca Didattica (CIRD) come struttura di riferimento per la gestione del programma BRI . Ha quindi indetto un concorso pubblico per l’assegnazione di 15 (quindici) borse di ricerca per insegnanti, in conformità con il regolamento interno d’Ateneo e la convenzione per il programma pilota "Borse di ricerca per insegnanti" (BRI). Ha fissato l’importo lordo di ciascuna borsa di ricerca in Lire 4.000.000 (quattro milioni).

Ha dichiarato incompatibile ciascuna borsa di ricerca con altre borse di studio o analoghe conferite dallo Stato o da altri Enti pubblici ed ha escluso che possa riguardare ricerche già finanziate sullo stesso progetto. Ne ha fissata la durata in un anno scolastico e ne ha stabilito l’erogazione in due rate, tramite l’accreditamento nel fondo d’istituto delle scuole sedi di servizio dei singoli docenti borsisti.

Ha riservato il concorso ad insegnanti abilitati in servizio a tempo pieno nelle scuole delle province di Udine, Pordenone, Gorizia e Treviso, che propongano di attuare nell’anno scolastico 2000/2001 una ricerca fondata sull’attività didattica e l’interazione in classe, per accrescere la padronanza dell’azione didattica da parte dell’insegnante sulla disciplina d’insegnamento.

Il bando è stato inviato direttamente a tutte le scuole e tramite i Provveditorati, oltre ad essere stato annunciato mediante la stampa locale. Una diffusione interna all’università ha riguardato tutte le strutture didattiche dell’Ateneo (Facoltà, Corsi di Laurea, Dipartimenti, Centri, …).

È stato specificato che i progetti di ricerca dovevano riguardare prevalentemente problemi legati alla ricerca didattica, con particolare attenzione all’innovazione didattica disciplinare o trasversale per 15 ambiti tematici, individuati dagli esperti. Gli ambiti e i livelli di età, proposti nel bando sono riportati di seguito con l’indicazione, fra parentesi, del numero di domande pervenute per ciascun ambito:

  1. Educazione musicale nei primi anni della scuola di base (11)
  2. Geografia e studio del territorio con tecnologie informatiche e multimediali nella scuola media (9)
  3. Storia del ‘900 con strumenti multimediali nella scuola secondaria superiore (7)
  4. Lingue moderne: strategie di apprendimento nella scuola di base (10)
  5. Scienze biologiche nella scuola secondaria superiore (3)
  6. Chimica e ambiente nell’ultimo triennio della scuola secondaria superiore (4)
  7. Matematica e probabilità nella scuola secondaria superiore (5)
  8. Utilizzo dell'elaboratore per l’insegnamento della matematica nella scuola secondaria superiore (1)
  9. Raccordo tra matematica e fisica nell’ultimo triennio della scuola secondaria superiore (2)
  10. Tecnologie informatiche nella didattica della fisica della scuola secondaria (2)
  11. Tecnologie informatiche, multimedialità e reti telematiche per l’apprendimento della fisica (1)
  12. Operatività, educazione informale ed apprendimento scientifico (11)
  13. Orientamento formativo e continuità didattica nella scuola secondaria (4)
  14. Orientamento formativo in ambito disciplinare nella scuola secondaria superiore (7)
  15. Orientamento e accessi all’Università (3).

Le domande pervenute sono state 76 per un totale di 78 progetti. Sono state escluse dal processo di selezione 4 domande formalmente inadempienti rispetto ai requisiti del bando. Si è prevista l’assegnazione di una borsa per ogni ambito e l’eventuale assegnazione di borse non assegnate ad uno degli altri ambiti.

  Le due figure riportate illustrano la distribuzione, rispetto alla provincia di provenienza, delle domande pervenute e dei progetti vincitori

Il progetto è talvolta stato presentato da più insegnanti, nonostante il bando prevedesse l’unicità della borsa e la presentazione del progetto da parte di un insegnante titolare, senza escludere che questo potesse operare in collaborazione con colleghi.

Come previsto nella convenzione e riportato nel bando, l’Università ha assicurato, tramite il responsabile scientifico locale del programma BRI e il CIRD, il coordinamento e la supervisione scientifica delle ricerche degli insegnanti vincitori di borsa, in tutte le loro fasi, compresa la redazione del rapporto di ricerca che documenterà i risultati di ciascun lavoro. È stato pertanto costituito un Comitato Tecnico Scientifico, composto da 20 esperti e presieduto dal Responsabile Scientifico, per curare il coordinamento di tutte le operazioni e di tutte le attività del progetto. Esso è costituito da 15 docenti universitari, 2 rappresentanti del Ministero, un ispettore, una preside comandata presso un Provveditorato con compiti di responsabilità, una vicepreside in servizio nella scuola. Ciascun membro del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) ha la responsabilità di curare uno specifico ambito di sua competenza, quattro membri hanno anche il compito di monitoraggio, controllo e valutazione, mentre il responsabile scientifico ha anche quello di conduzione e coordinamento scientifico e organizzativo dell’esperienza.