Attività anno 1999/2000

CIRD - CENTRO INTERDIPARTIMENTALE PER LA RICERCA DIDATTICA

Il Centro Interdipartimentale per la ricerca didattica, vitale dall'Aprile 1994, ha le seguenti finalità:
a) promuovere, svolgere e coordinare, direttamente o tramite i dipartimenti, attività di ricerca nei settori della didattica, della formazione dei docenti, del raccordo Scuola-Università, dei problemi trasversali come continuità didattica ed orientamento, ed in particolare nell'ambito delle aree disciplinari attinenti gli insegnamenti impartiti presso le scuole di ogni ordine e grado, con particolare riguardo alla prima formazione, all'aggiornamento ed alla formazione continua degli insegnanti;
b) fornire servizi di sostegno alle ricerche nei diversi settori disciplinari mediante sue dotazioni di apparecchiature e competenze;
c) sviluppare rapporti di collaborazione scientifica con istituti nazionali, stranieri ed internazionali operanti nei settori specifici sopra indicati;
d) eseguire attività di consulenza e di ricerca a favore di enti e istituzioni;
e) promuovere, sostenere e organizzare attività didattiche specialistiche quali corsi di perfezionamento, aggiornamento, formazione, specializzazione, dottorato;
f) favorire attraverso pubblicazioni, convegni, seminari e mostre, la diffusione e la ricaduta nella scuola di ricerche didattiche, la diffusione e lo scambio di informazioni ed esperienze tra il CIRD ed il contesto socio-culturale in cui esso opera;
g) diffondere nelle forme più opportune la conoscenza delle attività di ricerca e divulgazione realizzate dal Centro o dalle altre strutture dell'Università;
h) raccogliere documentazione ed avviare autonome indagini scientifiche sui sistemi educativi e sull'innovazione didattica, anche in collaborazione con istituzioni italiane e straniere che operano in ambiti analoghi;
i) elaborare e sperimentare progetti educativi e materiali didattici connessi con gli insegnamenti delle diverse aree disciplinari, impartiti nella scuola e nell'Università;
l) offrire al sistema scolastico servizi di supporto scientifico, intervenendo anche nel settore della tecnologia didattica e dell'orientamento alla scelta dell'indirizzo universitario degli studi;
m) collaborare con organismi dell'Università di Udine e di altri Atenei, nonché con Enti pubblici e privati, all'organizzazione di Scuole di Specializzazione, corsi di formazione, di aggiornamento e di perfezionamento.

Le principali attività svolte dal CIRD durante l'anno accademico 99/00 possono essere così suddivise.

1 - ORGANIZZAZIONE DELLA MANIFESTAZIONE "MARZO SCIENTIFICO 2000"
Il CIRD ha organizzato la manifestazione "Marzo scientifico 2000" dal titolo "La via della scienza: un percorso per raccordare le scuole all'Università", insieme alla Facoltà di Agraria e il Liceo Scientifico Marinelli in collaborazione con il Centro Orientamento e Tutorato(CORT), l'Istituto Tecnico Industriale Malignani, l'Istituto Tecnico per Geometri Marinoni, e con contributi da moltissime scuole del territorio, tra cui principalmente: il Liceo Classico Stellini e il Liceo Scientifico Copernico di Udine, il Liceo scientifico Magrini di Germona, il Liceo Scientifico Marinelli di Codroipo, il liceo scientifico Torricelli di Maniago ed importanti organismi quali il Groupe International de Recherche sur l'Einsegnement de la Physique(GIREP), la Società Italiana di Fisica (SIF), la Direzione Istruzione della Regione Friuli Venezia Giulia, l'IRRSAE del Friuli Venezia Giulia, l'Associazione Scienza e Tecnica, la Sezione AIF di Udine.
L'iniziativa ha coinvolto per ben tre settimane, dal 13 al 31 marzo 2000, Università e Scuole nel presentare e condividere con il pubblico i risultati di ricerche e formazione su temi dell'innovazione.
La manifestazione ha offerto al pubblico diversi piani di formazione:
· attività mirate alla formazione e all'orientamento formativo in ambito scientifico per studenti e insegnanti, in workshop nei quali la presentazione di aspetti innovativi didattici e strumentali è stata accompagnata da attività svolte direttamente dagli studenti delle classi, che in tal modo sono diventate parte integrante del curriculum disciplinare scolastico,
· attività per studenti del Corso di Laurea in Scienze della formazione primaria e per insegnanti in servizio e seminari di approfondimento per i preiscritti e di contributo alla formazione culturale del cittadino,
· seminari di divulgazione di ricerche scientifiche di avanguardia e di interesse sociale,
· visite guidate a tre mostre interattive.
Le numerose occasioni formative hanno consigliato un'organizzazione dei contenuti in moduli di attività tematiche, funzionali ad una chiara scelta delle attività per gli utenti.
La manifestazione , che ha visto lavorare in collaborazione paritetica università e scuola, è venuta a costituire di fatto uno strumento di raccordo tra due mondi formativi che devono confrontarsi e scambiarsi competenze per costruire insieme e in modo correlato i propri obiettivi. Sotto il coordinamento generale del CIRD, i contributi delle scuole coinvolte, hanno costituito una rete di scuole in cooperazione non solo per il successo della manifestazione, ma anche in grado di individuare e perseguire obiettivi comuni per la formazione e l'orientamento.
Il coinvolgimento attivo delle scuole è stato il risultato del lavoro svolto da anni dall'Unità di Ricerca in Didattica della Fisica nell'ambito del CLDF, dei Progetti sull'Orientamento del CORT e degli importanti contributi dell'offerta culturale di molte Facoltà dell'Università di Udine.
Le mattinate sono state dedicate ad attività che hanno coinvolto scuole ed insegnanti con le loro classi, i pomeriggi a seminari di formazione , corsi di aggiornamento, seminari di offerta culturale dedicati a insegnanti e a preiscritti delle facoltà scientifiche.
Al mattino le attività sono state suddivise in moduli di due ore: nel primo modulo si sono svolte attività di formazione, seminari o workshop prenotati da classi e insegnanti, nel secondo modulo le visite guidate alle mostre e, in un ambiente separato, laboratori di formazione per studenti sulle nuove tecnologie e laboratori cognitivi sui concetti costruiti attraverso l'operatività con la mostra GEI.
La partecipazione delle scuole è stata sorprendentemente attiva: le scuole hanno presentato sé stesse attraverso il loro lavoro. Il Liceo Scientifico Marinelli di Udine, ad esempio, ha presentato esperienze significative di innovazione didattica con uso di tecnologie multimediali e metodologie innovative su temi scientifici. Un esempio di ricerca scientifica svolta in collaborazione tra università e scuola è stato presentato in un seminario dall'ITIS Malignani di Udine una scuola di solide tradizioni e competenze tecnologiche che da anni collabora con l'Università alla ricerca avanzata.
Ai seminari e alle attività di formazione del mattino hanno partecipato ben 1263 studenti di Scuole Superiori, 150 dei quali hanno partecipato ai workshop di formazione sui temi dell'uso delle nove tecnologie nella didattica della fisica, dell'uso di modelli per le scienze ambientali e per la simulazione nello studio scientifico, oltre a 142 preiscritti a facoltà scientifiche dell'ateneo udinese e 150 iscritti alla facoltà della Formazione Primaria.
Le attività con la mostra GEI per la costruzione di concetti a partire dall'operatività sono state seguite da 1380 studenti di diverso livello scolare: 288 studenti di scuola elementare, 397 di scuola media e 695 di scuola secondaria superiore, molti dei quali hanno anche partecipato alle visite guidate ai percorsi didattici della mostra "I vecchi strumenti tra memoria e laboratorio". L'ampio spazio di Piazzale Kolbe è stato gremito di giovani che lavoravano in gruppo o singolarmente, che hanno provato attività innovative diverse in modo organizzato e consapevole.
Nel corso della manifestazione sono stati offerti agli insegnanti tre corsi di formazione, associati al progetto di didattica e di divulgazione scientifica regionale Esplorare, Progettare, Comunicare (EPC) : due di essi, "Apprendere con GEI" e "Percorsi didattici con GEI" hanno costituito un corso di formazione professionale per insegnanti "Moduli di esplorazione sperimentale per l'apprendimento", istituito con Decreto Rettorale. Il terzo corso, "Approfondimenti per orientare e sperimentare" ha raggruppato i seminari professionali e culturali sui temi della formazione degli insegnanti, dell'orientamento e della ricerca in campo scientifico.
Si sono effettuate due Tavole Rotonde; la prima sulle nuove prospettive della formazione in servizio degli insegnanti, a cui hanno partecipato rappresentanti del Ministero della Pubblica Istruzione e dell'Università, insegnanti e ricercatori che hanno sperimentato innovazione in un contesto di ricerca-azione della Scuola, è stata l'occasione per presentare esperienze innovative e discutere su processi e prospettive di formazione insegnanti.
La seconda è stata incentrata sul progetto pilota LabTec lanciato dal Ministero della Pubblica Istruzione sull'insegnamento integrato delle materie scientifiche con uso di nuove tecnologie nel laboratorio, secondo gli obiettivi del Progetto Scienza e Tecnologia (SeT), giunto al primo anno di realizzazione in 22 scuole pilota di diverse sedi in Italia. In questo progetto il Ministero ha scelto come partner scientifico l'Unità di Ricerca in Didattica della Fisica dell'Università di Udine, indicando e riconoscendo le competenze locali sulle nuove tecnologie e chiamando l'università ad avviare esperienze sulla formazione continua degli insegnanti.
Nell'ambito delle collaborazioni Scuola-Università finalizzate all'orientamento formativo particolare risalto riveste il progetto "Divulgare per orientare", finanziato dalla regione Friuli Venezia Giulia e curato dalla Commissione Interna Tutorato e Orientamento della Facoltà di Agraria. Il contributo al marzo scientifico della Facoltà ha investito sia il piano di presentazione in sei seminari delle maggiori attività di ricerca in atto presso l'Università degli Studi di Udine nel settore delle Scienze Agrarie e delle Tecnologie Alimentari sia attività di collaborazione tra Facoltà di Agraria e Scuole Superiori della provincia, frutto di esperienze di conduzione di attività didattiche integrative e coordinate, aventi un forte significato di orientamento. Due attività sono state presentate e offerte come formazione e orientamento in due workshop per studenti e insegnanti di scuola superiore.
Alla divulgazione della cultura scientifica, all'arricchimento dell'offerta culturale hanno partecipato associazioni presenti nel territorio, che hanno organizzato incontri su tematiche scientifiche. Nel Marzo Scientifico 2000 a Udine la Sezione dell'Associazione per l'Insegnamento della Fisica(AIF) e l'Associazione Scienza e Tecnica sono state presenti con contributi didattici, di storia della fisica, di fisica moderna e degli strumenti scientifici.
Le mostre interattive, offerte al pubblico durante le tre settimane della manifestazione con visite guidate secondo diverse modalità, hanno costituito un servizio per la divulgazione scientifica: "I vecchi strumenti tra memoria e laboratorio" ha mostrato al pubblico una piccola parte del ricco patrimonio di collezioni di strumenti scientifici e fondi librari storici dei gabinetti scientifici delle scuole udinesi, Giochi Esperimenti Idee (GEI) è stata palestra alla costruzione di idee e concetti per un ponte tra sapere scientifico e sapere comune per gli studenti più giovani, ma anche strumento di formazione per innovazione didattica in campo scientifico e supporto al citato progetto regionale EPC di formazione insegnanti e sperimentazione didattica.

2 - PROGETTO PER L'EDUCAZIONE SCIENTIFICA "ESPLORARE PROGETTARE E COMUNICARE"
Nel corso della manifestazione "Marzo Scientifico 2000" si sono svolte le attività del progetto "Esplorare Progettare e Comunicare" (EPC), elaborato dall'Unità di Ricerca in didattica scientifica del CIRD e sostenuto finanziariamente dalla Direzione regionale dell'istruzione e cultura della Regione Friuli Venezia Giulia. Esso è dedicato al sostegno dell'educazione scientifica e tecnologica della nostra Regione.
Il progetto vuole essere una proposta innovativa di educazione informale per costruire un ponte tra l'esplorazione spontanea e quella organizzata a scuola, per favorire occasioni di attività sperimentale e per mettere l'operatività a disposizione dell'apprendimento.
A tutt'oggi sono state portate avanti l'iniziativa espositiva (C1), una prima fase della formazione insegnanti (C2), alcuni prestiti alle scuole delle attrezzature e dei materiali didattici di corredo alle proposte di attività (C3) e alcuni momenti di laboratorio cognitivo presso l'Università (C4).
In dettaglio:
a) C1: L'esposizione della mostra GEI è stata effettuata dal 13 al 31 marzo 2000 presso l'Aula Magna dell'Università, in piazzale Kolbe, durante tutti i giorni feriali, alla mattina, dalle 9 alle 13, e al pomeriggio, dalle 15 alle 19 (sabato solo al mattino), con l'offerta di diverse possibilità di fruizione: visita individuale, libera; visita guidata, a tutta la mostra o seguendo un percorso didattico tematico attraverso gli esperimenti; visita di gruppi classe con i propri insegnanti in un percorso personalizzato; attività di gruppi classe con un ricercatore su temi a scelta. L'attività è stata integrata con altre, nell'ambito dell'iniziativa denominata "marzo scientifico 2000".
b) C2: Nello stesso periodo in cui la mostra GEI è stata esposta è stata pure effettuata una prima fase di formazione degli insegnanti. Tenendo presenti le preferenze manifestate dai docenti attraverso le schede distribuite a dicembre '99 sono stati organizzati due corsi, EPC C2 A: Apprendere con GEI (della durata di 12 ore) e EPC C2 B: Percorsi didattici con GEI (in totale 15 ore di corso). I materiali inerenti il corso si trovano negli allegati 2 e 5.
Ciascuno di essi è stato istituito come Corso di formazione per docenti a' sensi della Legge 341/90 ed in conformità con l'Atto n.69/99 del 3.3.99 del Senato Accademico dell'Università di Udine. I docenti interessati potevano richiedere l'attestato di frequenza per i riconoscimenti di carriera, iscrivendosi anche separatamente a ciascuno dei corsi e frequentando il 70% delle ore di attività.
La frequenza di entrambi i Corsi, EPC-C2A_Apprendere con GEI ed EPC-C2B_Percorsi didattici con GEI, costituiva un modulo formativo equivalente ad un Corso di Aggiornamento Professionale, Moduli di esplorazione sperimentale per l'apprendimento, istituito con Decreto Rettorale: gli interessati a frequentarlo dovevano presentare domanda in bollo alla Ripartizione Didattica dell'Università di Udine. Tale corso rilasciava un certificato di frequenza ai partecipanti al 70% delle ore di attività previste.
La sede dei corsi era l'Aula Magna dell'Università in Piazzale Kolbe 4 a Udine, dove era in esposizione la mostra GEI.
Il corso EPC C2A, Apprendere con GEI era un corso breve di formazione che si proponeva di far conoscere le proposte didattiche associate agli esperimenti della mostra Giochi Esperimenti Idee (GEI). Il carattere di GEI, di attrezzature familiari e semplici per attività dirette dei ragazzi, ne motiva un approccio disinvolto che facilita il passaggio dalla dimensione ludica a quella di esplorazione sperimentale finalizzata all'apprendimento scientifico. Il corso si è articolato in 4 incontri. Il primo incontro del corso era dedicato a illustrare l'idea progettuale dell'intera mostra, assieme alle basi teoriche dell'approccio di "educazione informale" su cui si basano le proposte didattiche. Sono state illustrate anche le ricerche effettuate mediante schede Esplorative (EIC) e mappe concettuali per studiare il ruolo dell'operatività e le modalità di formalizzazione nei processi di apprendimento.
Nell'incontro successivo gruppi diversi hanno operato con un tutor - ricercatore su una delle diverse Sezioni della mostra; la modalità di lavoro permette l'analisi dei materiali didattici predisposti e la discussione per un possibile inserimento nell'attività didattica quotidiana.
Nel terzo incontro si è operato come nel secondo, ma dedicandosi all'impiego di sensori in linea con l'elaboratore per l'apprendimento in ambito scientifico, dopo una breve introduzione di familiarizzazione con la proposta didattica e l'attrezzatura. Il quarto incontro è stato dedicato alla discussione delle potenzialità delle esperienze trattate per migliorare gli apprendimenti scientifici.
Il Corso EPC C2 B, Percorsi didattici con GEI, è consistito in un'attività di completamento al corso EPC-C2A_Apprendere con GEI, che chi già conosceva la mostra GEI poteva frequentare indipendente dal suddetto corso. Si è articolato in 5 incontri di tre ore ciascuno in cui i partecipanti potevano eseguire esperienze presenti nella mostra GEI e analizzarne il ruolo didattico, con la guida dei docenti del gruppo GEI. Per ciascun partecipante era possibile familiarizzarsi con più Sezioni tematiche della mostra, anche in relazione alla progettazione di micropercorsi da sperimentare a scuola. Il quinto incontro era dedicato anche alle conclusioni.
Le attività del progetto EPC sono state diffuse anche attraverso un sito dedicato, http://www.uniud.it/CIRD/EPC/html. La creazione del sito permette di conoscere sia i contenuti del progetto sia lo stato della sua attuazione.
A settembre 2000 è stato rendicontato il primo anno di lavoro di EPC.

3 - BORSE DI RICERCA PER INSEGNANTI
Nell'ambito delle iniziative finalizzate allo sviluppo della professione docente, il Coordinamento della Formazione degli Insegnanti del Ministero della Pubblica Istruzione ha affidato all'Università di Udine per tramite del CIRD un programma pilota denominato Borse di ricerca per l'attribuzione di 15 borse a docenti che svolgono come attività preminente il lavoro in classe.
L'Università di Udine ha indetto un concorso pubblico riservato ad insegnanti abilitati in servizio a tempo pieno nelle scuole delle province di Udine, Pordenone, Gorizia e Treviso, che propongano di attuare nell'anno scolastico 2000/2001 una ricerca fondata sull'attività didattica e l'interazione in classe, per accrescere la padronanza dell'azione didattica da parte dell'insegnante sulla disciplina d'insegnamento.
Il bando è stato inviato direttamente a tutte le scuole e tramite i Provveditorati, oltre ad essere stato annunciato mediante la stampa locale. Una diffusione interna all'università ha riguardato tutte le strutture didattiche dell'Ateneo (Facoltà, Corsi di Laurea, Dipartimenti, Centri, …).
È stato specificato che i progetti di ricerca dovevano riguardare prevalentemente problemi legati alla ricerca didattica, con particolare attenzione all'innovazione didattica disciplinare o trasversale per 15 ambiti tematici, individuati dagli esperti. La scelta di affidare l'individuazione degli ambiti tematici di ricerca ad esperti preliminarmente coinvolti è dettata da due ragioni: dalla necessaria specificazione nel bando di ambiti tematici, che rendano più rigorosa la selezione dei progetti di ricerca e dal desiderio di offrire agli insegnanti-ricercatori un riferimento esperto di definita competenza e di impegno garantito. Per l'individuazione delle disponibilità esperte in Ateneo si sono consultati i gruppi di ricerca didattica, i docenti dell'Università di Udine, che avevano già profuso impegno nella formazione degli insegnanti[i]. Non si è fatta una chiamata generalizzata dei docenti dell'Ateneo per puntare prioritariamente sulle competenze nella ricerca didattica e nella formazione degli insegnanti. Gli ambiti e i livelli di età, proposti nel bando per i progetti di ricerca degli insegnanti sono riportati in Figura 1.
Si è prevista l'assegnazione di una borsa per ogni ambito e l'eventuale assegnazione di borse non assegnate ad uno degli altri ambiti.
Nel bando stesso sono state date indicazioni per la redazione del progetto di ricerca, raccomandando in particolare di descrivere:
· Il problema che si propone di affrontare, argomentandone ruolo ed importanza rispetto al contesto scolastico ed alle esigenze didattiche;
· Gli obiettivi che il progetto intende perseguire;
· Il piano di svolgimento, con indicazione di: fasi, attività, modalità, strumenti, metodologie e tempi;
· I contenuti innovativi del progetto, le sue basi scientifiche, con eventuale bibliografia mirata di riferimento;
· I prodotti della ricerca;
· Le caratteristiche essenziali del contesto di attuazione della ricerca (contesto socio-culturale del territorio, della scuola, delle classi; bisogni formativi degli allievi; risorse della scuola e del territorio da utilizzare, collaborazioni da avviare);
· I criteri ed i metodi di documentazione e di valutazione degli esiti e quindi dell'efficacia dell'intervento didattico.

Figura 1. Ambiti e livelli di età indicati per la redazione dei progetti di ricerca degli insegnanti. Tra parentesi è indicato il numero di progetti presentati per ciascun ambito.
1. Educazione musicale nei primi anni della scuola di base (11)
2. Geografia e studio del territorio con tecnologie informatiche e multimediali nella scuola media (9)
3. Storia del '900 con strumenti multimediali nella scuola secondaria superiore (7)
4. Lingue moderne: strategie di apprendimento nella scuola di base (10)
5. Scienze biologiche nella scuola secondaria superiore (3)
6. Chimica e ambiente nell'ultimo triennio della scuola secondaria superiore (4)
7. Matematica e probabilità nella scuola secondaria superiore (5)
8. Utilizzo dell'elaboratore per l'insegnamento della matematica nella scuola secondaria superiore (1)
9. Raccordo tra matematica e fisica nell'ultimo triennio della scuola secondaria superiore (2)
10. Tecnologie informatiche nella didattica della fisica della scuola secondaria (2)
11. Tecnologie informatiche, multimedialità e reti telematiche per l'apprendimento della fisica (1)
12. Operatività, educazione informale ed apprendimento scientifico (11)
13. Orientamento formativo e continuità didattica nella scuola secondaria (4)
14. Orientamento formativo in ambito disciplinare nella scuola secondaria superiore (7)
15. Orientamento e accessi all'Università (3).

Le domande pervenute sono state ben 76 per un totale di 78 progetti, nonostante il carattere innovativo dell'esperienza e il limitato tempo a disposizione (circa un mese) per la redazione dei progetti. Sono state escluse dal processo di selezione 4 domande formalmente inadempienti rispetto ai requisiti del bando.
Il progetto è talvolta stato presentato da più insegnanti, nonostante il bando prevedesse l'unicità della borsa e la presentazione del progetto da parte di un insegnante titolare, senza escludere che questo potesse operare in collaborazione con colleghi.
Come previsto nella convenzione e riportato nel bando, l'Università ha assicurato, tramite il responsabile scientifico locale del programma BRI e il CIRD, il coordinamento e la supervisione scientifica delle ricerche degli insegnanti vincitori di borsa, in tutte le loro fasi, compresa la redazione del rapporto di ricerca che documenterà i risultati di ciascun lavoro. È stato pertanto costituito un Comitato Tecnico Scientifico, composto da 20 esperti e presieduto dal Responsabile Scientifico, per curare il coordinamento di tutte le operazioni e di tutte le attività del progetto. Esso è costituito da 15 docenti universitari, 2 rappresentanti del Ministero, un ispettore, una preside comandata presso un Provveditorato con compiti di responsabilità, una vicepreside in servizio nella scuola. Ciascun membro del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) ha la responsabilità di curare uno specifico ambito di sua competenza, quattro membri hanno anche il compito di monitoraggio, controllo e valutazione, mentre il responsabile scientifico ha anche quello di conduzione e coordinamento scientifico e organizzativo dell'esperienza.
Il Comitato Tecnico Scientifico si è costituito in Commissione Giudicatrice per effettuare una prima selezione delle domande presentate, alla luce dell'esame dei titoli, effettuato da una sua sottocommissione, e di una relazione tecnico-scientifica sui singoli progetti di ricerca, redatta da almeno tre esperti per ciascun progetto, secondo i seguenti criteri:
· Rispondenza del progetto alle finalità dell'iniziativa;
· Originalità, interesse e valore scientifico della proposta;
· Utilità per la scuola.
Sono stati così individuati 46/76 candidati per un colloquio e fissati i punteggi massimi in decimi da attribuire a ciascun elemento di valutazione per gli ammessi al colloquio: 5 punti per il progetto, 4 punti per il colloquio e 1 punto per i titoli. La Figura 2 illustra la distribuzione del numero delle domande a confronto con quella del numero di ammessi al colloquio per ogni ambito. Si può notare che per ogni ambito si è cercato di mantenere il numero di colloqui al di sotto di 5.
Tutti coloro che avevano presentato domanda sono stati informati dell'esito della prima selezione. I candidati ammessi sono stati informati dei punteggi massimi fissati per ciascun elemento di valutazione ed invitati al colloquio secondo un preciso calendario.
Il colloquio ha riguardato il progetto di ricerca e ha puntato ad approfondire anche l'esperienza didattica e le competenze dei candidati in merito alla ricerca proposta.
Gli orali si sono svolti alla presenza di tutto il Comitato Tecnico Scientifico e sono stati organizzati in 4 sottocommissioni, indicate rispettivamente con le lettere A, B, C e D. Ciascuna sottocommissione comprendeva 3 o 4 ambiti suddivisi secondo il seguente raggruppamento di competenze disciplinari:
A: Ambiti 1 - 3 - 4 Educazione musicale, Storia, Lingue moderne;
B: Ambiti 2 - 5 - 6 Geografia, Scienze biologiche, Chimica;
C: Ambiti 7 - 8 - 9 - 10 - 11 Matematica, Fisica, Informatica;
D: Ambiti 12 - 13 - 14 - 15 Educazione informale, Orientamento.
Per ogni sottocommissione vi erano almeno 4 esperti ed uno di essi aveva il ruolo di relatore per il Comitato Tecnico Scientifico. Su proposta del relatore e l'approvazione collegiale da parte della Commissione Giudicatrice, è stata compilata la scheda di valutazione complessiva di ciascun candidato. In base a queste schede è stata stilata la graduatoria dei vincitori: uno per ogni ambito. Una borsa non assegnata all'ambito 8 è stata assegnata all'ambito 3.
L'attività di ricerca è stata avviata mediante due incontri di tutti i borsisti con il Comitato Tecnico Scientifico, non appena espletate le formalità di accettazione da parte dei vincitori. Il primo incontro, realizzato in videoconferenza con il dottor Mario Dutto a Roma, ha organizzato il coordinamento delle ricerche in due forme principali: incontri periodici di tutto il gruppo di insegnanti ricercatori ed esperti ed un forum telematico di discussione degli elementi metodologici delle ricerche, a sostegno e di accompagnamento degli incontri specifici con gli esperti di ambito. Tali incontri sono stati incentrati sull'analisi dei problemi di ricerca di ciascun progetto presentato a cura del responsabile scientifico locale di BRI. La discussione è stata finalizzata alla revisione scientifica e alla redazione di un piano operativo di ricerca, come peraltro previsto nel processo di gestione delle borse.
La ricerca viene svolta dall'assegnatario della borsa, e dai suoi eventuali collaboratori, prevalentemente presso l'istituto scolastico di appartenenza, sotto la guida e il monitoraggio degli esperti scientifici di riferimento designati e il responsabile scientifico, in accordo con il piano di gestione stabilito dal Comitato Tecnico Scientifico e seguito con riunioni periodiche di tutto il gruppo. Entro il termine del periodo di godimento della borsa, gli insegnanti ricercatori sono tenuti a redigere un rapporto finale di ricerca, da illustrare e discutere a livello locale e/o nazionale.
La fase di selezione e la riunione di analisi dei progetti è appena conclusa ed è in corso quella di redazione dei Piani Operativi di Ricerca.

4 - CENTRO INTERUNIVERSITARIO PER LO STUDIO DELLA CONDIZIONE GIOVANILE DELL'ORGANIZZAZIONE DELLE ISTITUZIONI EDUCATIVE E DELL'ORIENTAMENTO
Le Università di Catania, l'Aquila, Lecce, Modena, Pavia, Siena e Torino hanno costituito un centro Interuniversitario per lo studio della condizione giovanile dell'organizzazione delle istituzioni educative e dell'orientamento, con lo scopo di individuare conoscenze rilevanti che possano essere utili per le decisioni in autonomia delle scuole e delle Università. Il Centro ha sede a Siena. Ha già realizzato a Modena, nel mese di ottobre, un primo seminario sulla normativa di orientamento. Il CIRD contribuisce con un gruppo di insegnanti che da anni seguono studi e ricerche in materia di orientamento.
Nel sito www.uniud.it/cird/bri/ sono disponibili ulteriori informazioni.

5 - ALLESTIMENTO E DIFFUSIONE DELLA MOSTRA GIOCHI ESPERIMENTI E IDEE (GEI).
La mostra Giochi Esperimenti e Idee (GEI), 120 semplici esperimenti da fare e non solo da guardare: dal materiale povero al computer on-line, era stata riprodotta nel 1996 in quattro copie per il prestito. Oltre 30 sono state le sedi di esposizione, che ne hanno assunto le spese e apprezzato il contributo per l'educazione scientifica di base.
La Società Italiana di Fisica ne ha riconosciuto il valore assegnando per tale attività il Premio nazionale per la Didattica 1998.
In questo Anno Accademico sono state realizzate le seguenti esposizioni:

data sede Locali n°partecipanti utenti
dal 13.3.00al 25.3.00 Gorizia Centro Polifunzionale 500 docenti, studenti scuole elementari medie e superiori
dal 01.4.00al 30.4.00 Cuneo Scuola Media "Leonardo da Vinci" 900 docenti, studenti scuole elementari medie e superiori
dal 27.04.00al 11/05/00 Rivoli (TO) Associazione CLIP 850 docenti, studenti scuole elementari medie e superiori
dal 02.10.00al 06.11.00 Bresso (MI) Scuola Elementare"E. Romani" 500 docenti, studenti scuole elementari medie e superiori

Inoltre la mostra è stata esposta nell'aula Magna di Piazzale Kolbe tutto il mese di marzo, durante la manifestazione "Marzo Scientifico 2000".

6 - CORSI DI AGGIORNAMENTO PER INSEGNANTI IN COLLABORAZIONE CON L'IRRSAE FVG
Oltre ai Corsi realizzati nell'ambito del progetto EPC e già descritti, si è contribuito al seguente Corso di aggiornamento per insegnanti:

N ORGANIZZATORE TITOLO UTENTI DIRETTORE PERIODO SEDE
1 Liceo Sc. "Marinelli" e CIRD dell'Università di Udine L'attività di modellizzazione per la formazione di base in fisica 30 Insegnanti di matematica e fisica della scuola secondaria superiore Alberto Stefanel e Lorenzo Santi ottobre '99 marzo2000 Liceo Sc. "Marinelli" e Università di Udine

7 - SOSTEGNO ALLA RIVISTA UNIVERSITÀ' E SCUOLA DELLA CONCURED
Il CIRD dà un supporto organizzativo alla direzione scientifica del periodico trimestrale Università e Scuola, promosso dalla Conferenza Nazionale dei Centri Universitari di Ricerca Educativa e Didattica (CONCURED), con la collaborazione dell'Ateneo friulano. La rivista semestrale con selezione scientifica e il notiziario trimestrale sono finora stati pubblicati puntualmente a cura di Forum Editrice Universitaria Udinese srl.


8 - PROGETTO LABTEC DEL MPI
Il Ministero della Pubblica Istruzione (MPI), anche per dare risposta rigorosa al bisogno di indicazioni attuative su punti cruciali del documento sui "saperi essenziali" ha promosso sei progetti pilota nazionali. LabTec è uno di questi, varato dalla Direzione dell'Istruzione Classica, Scientifica e Magistrale dello stesso Ministero, al fine di rispondere ai seguenti interrogativi: a) quale laboratorio è più efficace nell'insegnamento delle scienze sperimentali?, b) quale ruolo possono avere le nuove tecnologie ed in particolare apparecchi portatili di acquisizione e trattamento dei dati?, c) quale spazio richiedono l'elaborazione grafica e la modellizzazione?. Esso si propone una particolare attenzione nell'esame della valenza di un utilizzo di attrezzature portatili, nella delocalizzazione delle attività sperimentali (in tutte le classi; a casa; nell'ambiente ecc.), ovvero nell'utilità di un'integrazione tra diverse modalità di attività sperimentali: tecnologicamente avanzate, portatili, realizzate con materiali poveri.
LabTec coinvolge 22 scuole distribuite sul territorio nazionale, che hanno già affrontato il problema del rapporto tra multimedialità, risorse di rete ed insegnamento scientifico- sperimentale. Esso è gestito attraverso una scuola : l'Istituto Montessori di Roma. Il CIRD dell'Università di Udine, tramite l'Unità di Ricerca in Didattica della Fisica, ne è partner scientifico. Ne sono responsabili: un gruppo di progetto (5), un gruppo di gestione (3), un gruppo di referenti scientifici (4) e 8 tutors.
Il progetto si è sviluppato secondo le seguenti fasi.
FASE 1. Seminario breve (Fiuggi, aprile '99) per gli insegnanti e i presidi delle scuole coinvolte. Esso è stato dedicato a : A) una riflessione sul ruolo del laboratorio nell'apprendimento scientifico, B) L'esame di proposte di attività sperimentali per l'insegnamento scientifico [28], C) l'esplorazione di esperimenti in un mercatino che offriva sia temi che soluzioni tecniche differenziate per una trentina di esperimenti, D) discussione e scelta di gruppi di esperimenti per la sperimentazione didattica. Nonostante il carattere operativo di alcuni momenti, questa fase fa riferimento soprattutto a un modello formativo di tipo metaculturale [24] e ai partecipanti è stato fornito un CD_ROM di articoli illustrativi e di approfondimento delle proposte didattiche legate agli esperimenti proposti.
FASE 2. Redazione ed invio alle scuole di schede sintetiche degli esperimenti scelti. Seminario breve (Fiuggi, settembre '99) di lavoro con i tutor per la condivisione degli obiettivi, la pianificazione delle attività e la divisione dei compiti. Ogni tutor ha assunto 2 compiti : 1) la cura di 2 esperimenti, da seguire anche rispetto alla sperimentazione, 2) la messa a punto di uno strumento di monitoraggio, secondo le indicazioni dei referenti scientifici.
FASE 3. Avvio di una lista di discussione tra i tutor e i referenti scientifici. Preparazione di un seminario di formazione per gli insegnanti sperimentatori. Assunzione degli impegni di sperimentazione da parte delle scuole. Individuazione di 6 esperimenti prioritari per la sperimentazione.
FASE 4. Seminario di 24 ore di formazione per gli insegnanti sperimentatori (Udine, novembre '99). Il modello formativo di riferimento per questa fase è quello esperienziale, fortemente modificato dalla scelta di materiali di supporto realizzati per insegnanti invece che per alunni. Ogni insegnante ha trascorso 12 ore in laboratorio per familiarizzarsi con almeno due gruppi di esperimenti prioritari. In 4 laboratori erano offerti ai 46 partecipanti, oltre a due repliche dei 6 esperimenti prioritari, altri 7 esperimenti, tutti in copia multipla. Quasi tutti gli esperimenti erano predisposti e collaudati con 4 diverse tecnologie di misure basate su sensori. Hanno seguito gli insegnanti in questo lavoro, oltre ai referenti scientifici, gli 8 tutor e 2 tecnici. Schede operative offrivano suggerimenti di lavoro e dati campione per ogni esperimento. Lavori di gruppo gestiti dai tutor hanno portato alla condivisione di 8 percorsi didattici (educational / didactical paths) per la sperimentazione. Predisposizione di un sito del progetto contenente i materiali prodotti e la documentazione di tutte le attività. Apertura di un forum telematico di discussione con gli insegnanti.
FASE 5. Elaborazione autonoma da parte degli insegnanti di micropercorsi specifici del contesto di sperimentazione, alla luce degli esiti della fase 4. Redazione di 8 gruppi di schede operative per studenti sui nuclei comuni dei percorsi, da parte dei tutor e dei referenti scientifici. Ad essi si sono aggiunti due gruppi di schede prodotte da partecipanti. Pubblicazione nel sito di tutti i micropercorsi e delle schede per studenti, assieme ai relativi test di ingresso alla sperimentazione. Discussione in forum telematico tra tutti.
FASE 6. Sperimentazione nelle classi, con assistenza in rete telematica da parte di tutor e referenti scientifici. Il modello formativo di riferimento in questa fase è quello situato. Si è lasciato scegliere all'insegnante se utilizzare e restituire materiali di lavoro aggiuntivi, piuttosto impegnativi, per il monitoraggio e la valutazione della sperimentazione. Redazione di una relazione finale sulla sperimentazione secondo una griglia definita, da parte di ogni insegnante.
FASE 7 (in corso). Discussione del processo e dei materiali. Analisi dei dati per la risposta agli interrogativi posti e pubblicazione dei risultati.
La presenza contemporanea di docenti di scienze naturali, di biologia, di fisica, di chimica, nei seminari nazionali di formazione, non ha costituito un ostacolo, ma un arricchimento.
I percorsi proposti hanno un carattere interdisciplinare e sono calibrati sul biennio di scuola secondaria superiore, in quanto segmento scolare particolarmente delicato.
Le attrezzature necessarie per condurre le esperienze sono state acquistate o integrate dalle singole scuole con contributi dati dal Ministero della Pubblica Istruzione alle stesse nell'ambito del Programma di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche.
Nelle indicazioni dei tempi con cui sono state scandite le varie fasi e nell'ampia scelta delle attività si è voluto venire incontro ad un'esigenza di flessibiltà e di modularità espressa dalla scuole e sempre più presenta con l'autonomia scolastica.
Dopo il primo anno di sperimentazione nelle classi stiamo ancora raccogliendo il ricco materiale prodotto nel corso delle sperimentazioni svolte nelle scuole.


9 - RICERCA IN DIDATTICA DELLA MATEMATICA
Il prof. Carlo Cecchini ha in corso una attività di ricerca didattica in collaborazione con il preside
Traversa di Pasian di Prato con la partecipazione di una ventina di insegnanti sull' insegnamento della probabilita' nelle scuole medie inferiori. Il progetto di ricerca è stato approvato e finanziato dall'IRRSAE.

10 - CORSO "L'uomo gli animali, l'ambiente e la salute"
Il Corso, organizzato dalla Facoltà di Scienze della Formazione, dalla Facoltà
di Medicina Veterinaria e dalla Direzione Didattica di Udine 2, è sostenuto dal CIRD. Ne sono responsabili i proff. Fava e Piasentier.
L'obiettivo di questa iniziativa è promuovere nel personale docente una maggiore consapevolezza del mondo animale e delle tematiche ambientali e sociali a esso legate e una conoscenza più profonda del rapporto di scambio reciproco tra l'essere umano e il referente animale,
al fine di:
- educare gli studenti a un approccio corretto con il mondo animale per un buon inserimento nella società, nel rispetto di sè, degli altri e dell'ambiente;
- stimolare negli studenti una migliore conoscenza degli animali intorno a sè (d'affezione, sinantropi, selvatici e di allevamento), attraverso il contatto diretto e l'osservazione di animali e dei loro ambienti di vita, in condizioni naturali o di allevamento, dal punto di vista ambientalistico naturale e sotto l'aspetto produttivo, per un sano ed equilibrato rapporto uomo-animale-ambiente.
Il percorso didattico si articola in due anni e prevede due fasi distinte in ciascun anno:
- nella prima gli insegnanti sono coinvolti in qualità di discenti in seminari;
- nella seconda fase gli insegnanti potranno attuare un percorso educativo con i propri studenti.
Si sono già tenuti 4 seminari.

11 - COLLABORAZIONE AL Congresso internazionale organizzato dalla lega italiana per la lotta
contro i tumori (sezione di Trieste).
Il Congresso ha trattato dei vari temi attinenti alla difesa della qualità della vita da inquinamento ambientale biologico, fisico e chimico (questo era anche il titolo del congresso).Alla tavola rotonda sul tema "Educazione alla salute e informazione". La dott. Angela Risso ha partecipato in qualità di
rappresentante del C.I.R.D., presentando il programma "Education". Si tratta di un progetto che intende coinvolgere gli studenti e i docenti delle scuole medie superiori e che si propone di trasmettere informazione sui temi della prevenzione e della cura del cancro. Tale programma si articolerà in interventi e colloqui svolti da esperti nelle scuole e da un congresso di tipo didattico-informativo diretto alle scolaresche delle scuole medie superiori della regione. Questo incontro si propone di presentare tramite posters, discussioni con esperti, collegamenti guidati con siti Internet
scelti opportunamente tra quelli dedicati alla salute e in particolare tra quelli più accreditati in merito all'informazione sui temi oncologici, alcuni temi relativi alla cura del cancro e alle prospettive future di diagnosi precoce e di trattamento terapeutico.

12 - COLLABORAZIONI
Il logo GEI è segnalato in molti siti pubblici e ora anche nel Sito www.scuolacomo.com

13 - CONVENZIONI
Specifiche convenzioni sono state stipulate per le seguenti collaborazioni:
- con il CIRD di Firenze per studi sull'insegnamento della Fisica nel Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria;
- il Dipartimento dell'Istruzione e della Cultura della Repubblica del Cantone del Ticino-Svizzera per studi sull'introduzione della fisica moderna nella didattica della Fisica secondaria.

14 - SEDE E SOSTEGNO TECNICO AI CORSI UNIVERSITARI
Il CLDF è stato sede attiva dei Corsi di Preparazione di Esperienze Didattiche del Corso di Laurea in Matematica della Facoltà di Scienze, Didattica della Fisica e Laboratorio Didattico della Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario.

(a cura di Marisa Michelini e Donatella Ceccolin)


[i] Si sono interpellati i colleghi che avevano profuso maggior impegno nei 7 Corsi annuali di Perfezionamento per insegnanti secondari, tenuti dal 1993 al 1999 e i docenti dello stesso Ateneo impegnati nei corsi di didattica della Facoltà della Formazione e della Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario.